sabato 2 luglio 2011
Un PARCO di Carbone
Luca Zaia a Uomini e Donne
sabato 4 giugno 2011
ENEL: ma anche la faccia di ricattare hai?

A Conti deve essere sfuggito qualcosa…..
Solo questo può giustificare le sue esternazioni sui giornali in merito alla riconversione a carbone della centrale Enel…
Interpellato a margine dell’assemblea di Bankitalia fa sapere che se non otterrà il via libera al carbone Enel se ne andrà a produrre all’estero…Salvo poi ammettere che in Italia l’energia abbonda….
Qualcuno dovrebbe far sapere a quest’uomo, che non è affatto nella posizione di lanciare ricatti al Polesine…dovremmo ricordare a Conti che è amministratore delegato di una società su cui
Quindi è meglio che Conti lasci i ricatti alla Marchionne fuori dal polesine...Invece di lanciare comunicati dal bunker come fa Gheddafi, scenda dal piedistallo e venga a parlare con le nostre istituzioni… Avrà pure dalla sua i sindacati (Cisl per prima che sarebbe disposta a far indossare la corona di spine a tutti i suoi iscritti pur di far uscire del fumo nero dal camino di Polesine camerini) e quasi tutta la politica, ma
Ma veramente vogliamo fare finta di esserne sorpresi? Veramente tutti gli amministratori comunali di porto tolle vogliono farci credere che non avevano già capito che la legge regionale parla chiaro e che il carbone non avrebbe mai potuto prendere piede? Solo
Per quanti anni ancora dovete prendere in giro i lavoratori facendo credere che la riconversione a carbone sia possibile? Per quanti anni ancora dovete essere talmente sfruttati dai vertici enel da non saper alzar la testa e far la voce grossa? Per quanti anni ancora permetterete che il conflitto d’interesse regni in consiglio comunale?
La realtà è che per fortuna Enel non è ancora al di sopra della legge, e Fulvio Conti ancora di meno…La legge non si cambia a discrezione di ENEL…
Perciò per una volta smettiamola di prendere in giro la gente, cominciamo a difendere altre categorie oltre ai dipendenti Enel, stiamo dalla parte dei pescatori, stiamo dalla parte degli operatori turistici…
La legge ha trovato l’alternativa al carbone: il consiglio di stato ha già suggerito che una riconversione a metano sfruttando la vicinanza del terminal troverebbe una strada rapida e semplicissima…E allora snelliamo l’iter e puntiamo sul metano, obblighiamo Enel a produrre da noi con un occhio di riguardo per il nostro territorio. Perché non puntare la testa per una volta invece di strisciare ai suoi piedi come abbiam fatto negli ultimi anni? Cambiare la legge regionale e riottenere tutte le autorizzazioni bloccherebbe tutto per molti anni ancora…ditele queste cose…
Noi non siamo di certo azionisti delle miniere di carbone di Enel…le sfrutti da un’altra parte, non dobbiamo pagare con la nostra salute ed a scapito della nostra attività perche Enel invece di produrre si mette a giocare in borsa….
Produca pure nel nostro territorio, ma CON noi, non di certo SU di noi…
lunedì 30 maggio 2011
Inizia la Rivoluzione....MA NON A ROVIGO.....

Il centrosinistra vince laddove, come a Milano, Napoli, Cagliari, ecc. sa incarnare le istanze di cambiamento e rinnovamento che provengono dalla città e dal Paese. Lì riesci a riportare alle urne anche quell'elettorato di sinistra deluso che torna a vedere nell'atto del voto una speranza di vera partecipazione e cambiamento.
Un insegnamento che il centrosinistra deve far proprio nel suo complesso. E che affida alla Sinistra una responsabilità importante: sapersi unire e rinnovare per assumere un ruolo guida nello schieramento democratico.
Che dire: GUARDIAMO IL RESTO D'ITALIA E CONSOLIAMOCI......
giovedì 26 maggio 2011
Piccolo ma attualissimo pezzo della sentenza del Tribunale di Adria che ha condannato nel 2006 Enel per le emissioni oleose

[…] Si dirà più avanti del senso di solitudine che provavano i cittadini del Delta, a causa principalmente dell’atteggiamento di chiusura di ENEL che negava ogni responsabilità e rifiutava di informare esaurientemente gli interessati.
Ma per quello che è emerso nel processo, neppure il comportamento degli enti e organismi pubblici ha corrisposto ai bisogni dei cittadini, che non hanno trovato - nei comuni e
negli altri enti - istituzioni in grado di confrontarsi alla pari con ENEL, troppa essendo la sproporzione per disponibilità finanziaria, peso economico, influenza politica.
In sostanza è risultato chiaramente che le dimensioni della società ENEL rispetto ai piccoli paesi della zona erano (e sono ancora come è emerso al processo) tali da influire anche sul normale funzionamento delle istituzioni, dimostratesi non in grado di esercitare le funzioni di controllo, prevenzione, vigilanza, indirizzo rispetto ad una realtà troppo più grande di loro.
E’ emblematico il caso di Porto Tolle. Anche quando il Comune ha ipotizzato azioni di controllo sulle emissioni della Centrale, le difficoltà finanziarie sono state così rilevanti che si è chiesto a ENEL di intervenire a finanziare i progetti di controllo su se stesso, con il risultato che nulla venne fatto: è successo così con la dislocazione della centraline e l’indagine epidemiologica, dai costi troppo rilevanti per potere essere affrontati dal Comune.
Inoltre ENEL finanziava direttamente o indirettamente a seguito di accordi con le istituzioni la creazione di infrastrutture, eventi culturali e altro. Dunque diventa molto difficile per le amministrazioni di piccoli paesi rinunciare a questi proventi, altrimenti non conseguibili, e di importo rilevante per realtà così modeste.
Quello che vale per Porto Tolle vale anche per i comuni limitrofi e per
Succede dunque che coloro che a livello politico-istituzionale avrebbero la responsabilità di attivare o sollecitare i controlli e di porsi come controparti dell’azienda, in realtà cercano di mediare senza contrapporsi. […]
Nel caso di Porto Tolle vi sono anche alcune particolarità, perché nel comune che è sede della Centrale molti dei rappresentanti comunali erano e sono dipendenti della Centrale stessa. E’ emerso ad esempio che il marito del sindaco Broggio, che aveva la delega ai rapporti con ENEL, era dipendente di quella società mentre la moglie era in carica. Ma il sindaco era anche presidente della commissione di controllo su ENEL fra il 2000 e il 2002: ebbene, nonostante tutto quello che avvenne e che è stato descritto nel processo, in questa Commissione non si parlò in quei due anni delle ricadute oleose.
Dei testi dipendenti di ENEL sentiti nel processo più di uno era consigliere o assessore, e innegabilmente nell’esercizio della funzione pubblica questa qualità non poteva essere indifferente. Ad esempio Padoan, caposezione nell’impianto di Polesine Camerini, era assessore ai lavori pubblici e pur ricevendo segnalazioni di ricadute oleose “preferiva” non recarsi sul posto (forse avvertendo un qualche conflitto di interessi?). Beniamino Pavanati era assessore ma dipendente ENEL, e come sindacalista guardava alla salute dei lavoratori ma anche al mantenimento dell’occupazione.
Non fa parte dell’oggetto del processo accertare le inefficienze amministrative o gli effetti di certe scelte politiche, ma nel corso dell’istruzione dibattimentale sono emersi fatti (mancati controlli, verifiche poco attendibili etc) non attribuibili a ENEL ma addebitabili a scelte politico-amministrative ed inefficienze operative di strutture pubbliche e istituzioni: e questo è rilevante perché tali inefficienze e scelte provengono in alcuni casi dagli stessi soggetti che si sono costituiti parte civile. Neppure gli organismi tecnici, per quello che è emerso nel processo, hanno garantito pienamente i cittadini: e non solo e non sempre per le carenze di personale, attrezzature, fondi etc. Basti pensare all’episodio in cui in un rapporto di prova del 10.5.2000 la “Stazione sperimentale per i combustibili” trova che l’olio utilizzato in quel momento dalla Centrale non corrisponde come dichiarato alla tipologia BTZ, ma vi si trovano notevoli impurità e una anomala presenza di zinco che “potrebbe essere indice di aggiunta di olio lubrificante esausto”. ARPAV riceve la segnalazione e, avendo premura di chiarire di non essere competente, si limita a informarne non altri enti “competenti”, ma lo stesso ENEL: e la cosa finisce lì. Una parte civile ha parlato di “sudditanza degli organismi di controllo, ma non solo, anche del mondo politico, di quello scientifico, del mondo accademico e del mondo professionale”. Si tratta di una valutazione che non ha riscontri se non parziali nel processo: ma certo alcuni fatti, già più compiutamente esposti, possono venire qui richiamati.
• ARPAV delegava di fatto alcuni controlli delle emissioni al sistema di controllo interno gestito da ENEL, neppure provvedendo a tarare annualmente gli strumenti della Centrale, perché gli strumenti venivano tarati da tecnici dell’ENEL con la strumentazione dell’ENEL alla presenza di personale Arpav.
• da tempo si era ipotizzata l’inidoneità della dislocazione delle centraline, ma nessuno ha formalmente richiesto una verifica del posizionamento risalente addirittura a prima che
• il comune di Porto Tolle non ha mai richiesto formalmente a ENEL di rispettare la normativa regionale.
• l’indagine epidemiologica sulla popolazione del Delta avviata in occasione della costruzione della Centrale venne interrotta, subito dopo l’avvio dell’impianto, senza una spiegazione chiara e plausibile.
• per anni l’U.L.S. di Adria non è stata iscritta al registro regionale dei tumori, impedendo qualsiasi possibilità di un serio studio statistico ed epidemiologico sullo stato di salute della popolazione.
martedì 17 maggio 2011
BOCCIATO IL VIA AL CARBONE
Articolo tratto da www.repubblica.it, in fondo le considerazioni personali....

La sentenza della Sezione sesta del supremo organo della giustizia amministrativa accoglie il ricorso presentato da Wwf, Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri e di stabilimenti balneari, associazioni di pescatori e comitati cittadini, ribaltando il parere dato in primo grado dal Tar del Lazio lo scorso giugno.
La notizia è stata accolta con soddisfazione dagli ambientalisti. “Viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la costruzione dell’impianto”, esulta Matteo Ceruti, l’avvocato che rappresenta tutti i ricorrenti “Siccome – precisa ancora il legale – sulla base del codice ambientale, il presupposto per la costruzione di un progetto è che ci sia il parere favorevole della Via, con l’annullamento di tale provvedimento viene caducato anche quello successivo del ministero dello Sviluppo economico di concerto con il ministero dell’Ambiente emesso a inizio anno” che autorizzava la costruzione della centrale.
E’ stata “battuta quindi la tesi dell’Enel secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas, grazie ai camini più alti che abbassano le concentrazioni al suolo degli inquinanti”, commenta soddisfatta Greenpeace. “Il carbone – ricorda Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – è il peggior killer del clima del pianeta. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, men che meno con una zona fragile come il Delta del Po”.
“La tecnologia a “carbone pulito” – sottolinea il Wwf – è così definita perché questi impianti sono dotati di desolforatori e di denitrificatori; si tratta in realtà di sistemi che permettono di abbattere solo una parte delle sostanze inquinanti quali gli ossidi di zolfo e di azoto che comunque continuano ad essere sempre nettamente superiori rispetto a quelle di una centrale di pari potenza a ciclo combinato a gas”.
Recrimina invece l’azienda elettrica: “L’Enel prende atto con stupore della sentenza del Consiglio di Stato”e “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza ricorda che questa decisione rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e per la riduzione del costo finale dell’energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3.000 posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l’impianto e che avrebbe migliorato di molto l’ambiente con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti”.
La storia dell’impianto di Porto Tolle è lunga è travagliata. Lo scorso gennaio la Corte di cassazione aveva confermato infatti in via definitiva le condanne inflitte agli ex manager dell’Enel LUigi Tatò e Paolo Scaroni per i danni ambientali prodotti dalla centrale durante la sua fase di attività ad olio combustibile.
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Quanti anni persi......5-6 anni fa la FdS proponeva di pensare ad un'alternativa al Carbone qualora fosse stato (ovviamente) dimostrato che era un combustibile inquinante...Siamo stati cacciati e derisi dai politici locali....Solo per esserci permessi di dire che la riconversione va fatta...ma come decidono i portotollesi, non a scapito dei portotollesi...Chi è contro i lavoratori? Noi o quelli che si ostinano a difendere un progetto indifendibile?
domenica 8 maggio 2011
sabato 23 aprile 2011
Adria: apre la sede della coalizione del Centro-Sinistra
Riporto qui di seguito il discorso che ho pronunciato in quanto esponente della Federazione della Sinistra.
""La Federazione della Sinistra si presenta nella coalizione del centro-sinistra insieme a PD, IDV e SEL, a sostegno del candidato sindaco Paolo Ruzza.
All’interno della Federazione concordiamo tutti che la scelta del candidato sia stata la scelta ottimale, date le comprovate competenze e la capacità di dialogo dimostrate da Paolo Ruzza. Inoltre siamo altresì sicuri che questa coalizione potrà esprimere, oltre ad un ottimo sindaco per la città di Adria, anche un’amministrazione forte e coesa in grado di scrivere una nuova storia per la città.
Tramite la nostra presenza nella coalizione vogliamo rivendicare la necessità di una presenza attiva della Sinistra all’interno della società e del governo della città.
Come sappiamo viviamo in un periodo di crisi economica, sociale e non da ultimo culturale, che si deve alle politiche messe in atto da una destra anti-democratica, classista e xenofoba, la quale non lesina a bloccare le attività di governo per erigersi in una disperata difesa del Presidente del Consiglio e quando governa, lo fa proseguendo con la sistematica demolizione dello Stato sociale e dei diritti conquistati a costo di enormi sacrifici sai nostri padri.
Noi crediamo che l’Italia e la città di Adria si meritino di meglio, in particolar modo nel 150° anniversario dell’Unità e a pochi giorni da una data particolarmente densa di significato quale è il 25 Aprile. E qui mi permetto di aprire una parentesi per invitare tutti voi a celebrare questo giorno con ancora più entusiasmo e partecipazione.
Abbiamo bisogno di una nuova “Liberazione”, che dia luogo ad un nuovo corso in grado di dare speranza e fiducia nel futuro alle nove generazione, vittime di un mondo che si fa sempre più precario, nel quale la mobilità sociale è diventata una chimera. Le statistiche fotografano una condizione drammatica per le giovani generazioni, con il 30% di disoccupazione ed il costante aumento dell’abbandono scolastico. Per giunta rischiano di ereditare, oltre ad un futuro senza prospettive, anche un ambiente degradato e ostile, a causa del sistematico inquinamento e consumo del suolo.
Pensiamo che uno sviluppo sano non possa prescindere da una rivoluzione verde stimolata da massicci investimenti pubblici e da un nuovo stile di vita attento ai consumi e agli sprechi. In questo settore Adria può rivestire un ruolo di primaria importanza proponendosi come “Porta del Parco del Delta”, progetto questo che se adeguatamente implementato e promosso potrà diventare un volano di sviluppo virtuoso per l’economia polesana.
Il nostro territorio è stato per troppo tempo utilizzato come discarica e sito di produzione energetica, per giunta recentemente non sono mancati fenomeni di radicamento della criminalità organizzata.
Noi della Federazione della Sinistra ci opporremo con tutte le nostre forze a questa logica e sorveglieremo con particolare attenzione, denunciando ogni economia illegale, sinonimo di privazione dei diritti e di danno alla collettività.
Allo stesso modo non faremo mancare il nostro impegno nella salvaguardia dei servizi fondamentali e nel sostegno ai lavoratori coinvolti dalla crisi.
Con il vostro contributo a sostegno del centro-sinistra siamo convinti che l’inversione di rotta, rispetto alle politiche fallimentari del centro-destra, si noterà presto. E noi garantiamo che assicureremo il massimo impegno per far sì che la città di Adria diventi un modello positivo di buon governo.""
martedì 19 aprile 2011
giovedì 17 marzo 2011
Hai perso un'occasione per stare zitto...

Il presidente del Parco Geremia Gennari entra a gamba tesa nelle polemiche portotollesi sul finanziamento perduto per il museo della civilta' contadina, e lo fa difendendo il voto dei consiglieri Feccio e Sacchetto che si sono schierati contro il loro comune ed a favore del trasferimento del finanziamento da Porto Tolle a Rosolina.
Certo tutta questa premura serve a rinsaldare il patto d'acciaio che l'ha portato nuovamente al vertice dell'ente dopo essere stato rovesciato dalla sua stessa maggioranza...Accordo, ricordiamolo, siglato da Madama Coppola e Capitan Contiero con dei risvolti che han tutte le caratteristiche per violare la legge. In quanto PdL e Lega oltre ad essersi spartiti publicamnte presidente ed il suo vice (appunto la Sacchetto) si sono accordati per la nomina del futuro direttore, nomina che tuttavia deve essere fatta in base all'esame di specifiche conoscenze dei candidati, e non tramite accordo politico...una sorta di parentopoli insomma.
Bene tutto cio' porta Gennari a difendere l'indifendibile. Dovrebbe spiegare piuttosto come mai l'immobile beneficiario del finanziamento di Rosolina sia di proprieta' del Parco e non del comune di Mengoli oppure in comodato d'uso come previsto originariamente...dovrebbe spiegare poi chi ha preso la decisione di trasferire il fondo da portotolle a Rosolina visto che il comitato esecutivo non e' mai stato sentito nemmeno informalmente al riguardo. E' una decisione presa solo da Gennari? O addirittura dal commmissario Viti? Ed in ultima analisi dovrebbe spiegare come mai visto che se quella di porto tolle, leggendo I verbali, viene definita da lui una sorta di leggerezza; a piu' di quindici giorni dalla scadenza del bando la decisione di trasferire il fondo a Rosolina era gia' stata presa? Ed il vicepresidente che fa parte dell'amministrazione comunale di porto tolle come mai non aveva riferito niente in merito a quanto sarebbe successo?
Insomma e' bene che Gennari conti fino a cento prima di parlare a vanvera come ultimamente spesso gli accade. Sarebbe bene imparasse piuttosto che un ente come quello che egli rappresenta va governato con colleggialita' e condivisione delle scelte...se nel Suo comune amministra in questa maniera saranno I suoi cittadini a giudicarlo, ma da presidente del Parco non puo' continuare cosi', la misura e' colma.....e se proprio non ne e' capace liberi il campo, noi infondo ci riprenderemmo subito da una tale perdita....
lunedì 21 febbraio 2011
Profonde crepe nelle mura del Cantiere....

Che fine hanno fatto i Cantieri della Sinistra aperti ad Adria e Rovigo in occasione delle prossime elezioni amministrative?
Il progetto del cantiere, per quanto riguarda me, era quello di unificare soggetti politici e della società civile che si ritrovano nei valori della Sinistra.
Già, valori della Sinistra, perché io credo che questi esistano ancora.
Il cantiere era luogo di condivisione programmatica, luogo di pianificazione di lotte comuni da fare in difesa di sacrosanti diritti. Dal cantiere è partito un grosso movimento d’impulso per i comitati per l’acqua bene comune; il sostegno ai lavoratori ricattati dalle logiche padronali; le donne del cantiere sono scese in piazza il 13 febbraio per urlare “Se non ora quando”, insomma abbiamo condiviso molte lotte come la questione del piano ambientale del Parco del Delta del Po o quelle a favore dell’istruzione Pubblica e dell’uguaglianza di tutti noi davanti alla legge…
Appunto tutte lotte che riguardano un universo di valori legati alla tradizione di Sinistra nei quali tutti noi crediamo…
Poi qualcosa si è rotto…
Non siamo stati in grado di trovare un candidato unico che si rispecchiasse in tutto quello che ho appena detto…Ancora una volta, come sempre, i personalismi l’hanno fatta da padrona…ancora una volta ha trionfato la vecchia politica…
A Rovigo Verdi, FdS e molte persone della cosiddetta società civile si stavano riconoscendo nella candidatura a sindaco di Matteo Masin, ma SeL e IdV non ne han voluto sapere…Benissimo, allora perché non ricorrere alle primarie, grandioso strumento per decidere tutti assieme quale sia il candidato che più di tutti gli altri possa rappresentare l’idea di quel nuovo soggetto politico-culturale che era divenuto il Cantiere della Sinistra?
Sarebbe stato troppo facile, invece un accordo provinciale siglato SeL-IdV ha bloccato le carrucole del cantiere ed ha portato ad imporre la candidatura di Nalin (SeL) per Rovigo e Barzan( IdV) per Adria…Insomma si sono spartiti le piazze…
Ma mi stupisco soprattutto di SeL, il partito di Vendola che tanto millanta le primarie e poi si rifiuta di parteciparvi quando non ha la sicurezza matematica di vincerle… Un partito nato dalla scissione con Rifondazione Comunista e che non è mai stato emarginato da questa…anzi eravamo tutti entusiasti di ritrovarci insieme nel cantiere…
Ad Adria poi alcuni esponenti del PD sono stati epurati dal loro partito anche per essere troppo vicini alle posizioni del cantiere, tanto da essere costretti all’autosospensione…non si poteva accordarsi anche con loro per avere una marcia in più, una marcia che a Rovigo non erano riusciti ad ottenere?
Invece niente, anche qui con la candidatura della Barzan si è bloccato tutto…
Ma io non ci sto e provo a fare una proposta surreale e grandiosa allo stesso tempo…
Perché non recuperare lo stesso l’idea di cantiere? Dobbiamo per forza mandare tutto all’aria per colpa dei soliti giochi politici?
Tutti quelli a cui non vanno giù queste due autocandidature possono unirsi e trovare un unico candidato sostenuto da liste civiche o partitiche che riprenda in mano il progetto del cantiere e costruire un’alternativa forte, solida e seria che sappia raccogliere il consenso dei cittadini di Adria e Rovigo?
domenica 20 febbraio 2011
SINISTRA, DOVE SEI?
mercoledì 16 febbraio 2011
L'ORDA E GLI OMINI VERDI
lunedì 14 febbraio 2011
Il cuore di Rovigo pulsa di DONNA

Donne stufe, donne schifate, nauseate da una mercificazione sessista della società e della politica…donne, mamme, mogli, compagne che hanno voluto urlare al mondo il loro disappunto, hanno voluto far sapere che non sono in vendita; vogliono essere, diventare un qualcuno per quel che c’è dentro di loro, non per quello che il potere maschile pretende da loro…

Hanno saputo far svegliare Rovigo, han raccolto più gente di quella che si riunì in piazza Vittorio per protestare un anno fa contro il decreto salva liste….Proprio perché han saputo portare in piazza un dissenso radicale, profondo; son riuscite ad ottenere l’appoggio e la solidarietà anche dell’universo maschile, quello che non si ritrova nel modo di fare di Mr B. e dei suoi predoni, dei suoi giullari e delle sue ancelle…
Poche radical chic le ha definite

Ma noi giovani della FdS abbiamo un giudizio diametralmente opposto…siamo fieri, toccati, orgogliosi, delle nostre compagne e di tutte le donne che han fatto sapere che il mondo non è quello dei festini di Arcore o di via Olgettina, e che han finalmente fatto vivere una giornata indimenticabile per la storia di Rovigo.
mercoledì 9 febbraio 2011
HO UCCISO IL MIO VICINO DI CASA....

Ebbenesi, l'ho strozzato... e allora? Che volete fare? Processarmi, arrestarmi, giudicarmi?Eh no miei cari, io sono un uomo libero…non mi avrete mai....
Da parecchi giorni ormai sentendo ai telegiornali le dichiarazioni degli esponenti degli unici partiti politici seri, il PdL e
Hanno tutti ragione! Quei poveri comunisti vogliono processarlo perché ha fatto una telefonatina in questura fatta in tarda notte per far liberare la povera Ruby, arrestata per furto, spiegando che era la nipote di Mubarak. Sempre li a dubitare del buon cuore del nostro amato Silvio, cosa vuoi che cambi se poi invece di farla portare via dal console e magari alloggiare in ambasciata come si farebbe per i parenti dei capi di stato; la si sia fatta affidare alla consigliera regionale del PdL Nicole Minetti, la quale uscita dalla questura l’ha lasciata nelle mani di una prostituta brasiliana. Brutti malfidenti!
Ma non è tutto; come dice quasi ogni edicolante di paese, ogni massaia, ogni salumiere, quel povero cristo di Berlusconi a casa sua può far quello che vuole, infondo ognuno nella sua vita privata si comporta come crede…e se nei suoi festini sessuali partecipava qualche minorenne perché mai accusarlo di prostituzione minorile! E se sganciava buste con migliaia di euro c’è qualcosa di sbagliato? Lo sanno tutti che Silvio è generoso, lui è come s.Francesco, vive in povertà e dona i suoi averi ai bisognosi…come fa tra l’altro qualsiasi militante del PdL…
E poi scusate se mi ripeto, ma questa è una cosa fondamentale, tra l’altro detta e ripetuta da tutti i nostri parlamentari chiamati in quelle faziose trasmissioni di sinistra, non bisogna dimenticare quel che ho detto prima…era a casa sua, mica in via Montenapoleone…all’interno delle mura domestiche il nostro mr B. fa quel che gli pare e piace, checché ne dicano quei luridi comunisti.
Quindi ragazzi potete tutti capire come mi possa essere sentito io quando quel brutto comunistone del mio vicino di casa; si, proprio quello che ogni 25aprile ed ogni primo maggio mi pianta fuori la bandiera con la falce e martello, abbia avuto il coraggio di dire, in casa mia, che è giusto che Silvio si faccia processare… Ma vi rendete conto? In casa mia? Queste cose? No No No No
Così non ci ho più visto e l’ho strangolato…un comunista in meno, ne rimangono sempre meno! HAHAHAHAHA.
E poi amici…nessuno può farmi niente no? All’interno delle mura domestiche OGNUNO FA COME VUOLE…..




