domenica 11 marzo 2012

8 Marzo: Giornata Internazionale del marito della donna


A giudicare dall'ultima dichiarazione apparsa su rovigooggi.it ecco come dovrebbe chiamarsi la giornata dell'8 marzo secondo l'ormai "sull'orlo di una crisi di nervi" Antonio Laruccia, Sindaco di Trecenta. Il primo cittadino altopolesano accusato mezzo stampa dalla consigliera Paola Panziera di non aver convocato il consiglio comunale, ha perso le staffe ed ha risposto alle accuse con un comunicato dai toni tutt'altro che distesi nel quale ha ritenuto opportuno rivolgersi alla Sig.ra Brusco, anzichè alla consigliera Panziera Paola. Ora, noi non sappiamo se ci sia stata l'intenzione di insinuare che dietro gli interventi della consigliera ci sia il marito, nonchè prossimo candidato sindaco alle elezioni comunali di Trecenta, Guglielmo Brusco, o se si sia trattato solo di un riflesso incondizionato derivante da una cultura retrograda e maschilista, ancora presente purtroppo nel nostro Paese, che porta a considerare la donna ed in particolare la moglie, non alla stregua del marito bensì una proprietà dello stesso. Non lo sappiamo e non ci interessa saperlo perchè quello che conta è che in entrambe le ipotesi emerge una mancanza di rispetto verso il genere femminile che non può essere accettata. Per questo esprimiamo la massima solidarietà nei confronti della consigliera Paola Panziera e pubblichiamo la sua lettera di risposta rivolta al Sindaco Laruccia.

Gruppo giovani della Federazione della Sinistra


Egregio sig. Sindaco, non so se per distrazione o perché se la sta facendo sotto per la paura di perdere le elezioni, ma tant’è che anche questa volta l’ha fatta grossa. Se le dichiarazioni a Lei attribuite sulla stampa corrispondono al vero, a mio giudizio lei mi ha mancato di rispetto, sia come donna che come consigliera comunale. Se lei pensa a me come una persona priva delle capacità minime per essere protagonista della sua vita, si sbaglia di grosso! E, nel caso dell’ ultima richiesta di convocazione di consiglio comunale per parlare del S. Luca, Lei doveva rispondere a Panziera Paola e non alla “ Signora Brusco” come invece Lei maliziosamente ha fatto!
Quando fanno l’appello in consiglio comunale, non chiedono se c’è la moglie di Brusco, bensì se c’è Panziera Paola, con la sua dignità, la sua preparazione e la sua personalità. E la smetta anche di mandare messaggi di protesta a mio marito per il mio modo di agire e per i miei articoli su di Lei, come sindaco.
Preso atto di questo suo atteggiamento, che io giudico frutto di insicurezza e maschilismo, in futuro anch’io potrei essere tentata dal ricorrere allo stesso poco rispettoso metodo con cui Lei si è rivolto a me, chiamandomi in causa con il cognome di mio marito. Ma io non farò altrettanto, perché non voglio mettere in difficoltà nessuna donna della sua vita.
Finito con questo chiarimento, veniamo alle cose serie:
  • Per me, Lei in questi anni ha perso tempo prezioso e non ha fatto il massimo di quello che poteva fare come sindaco, per il S. Luca.

  • Non so cosa intenda lei per sedute sul San Luca, ma in questi 5 anni non sono certamente state fatte una ventina di sedute sul nostro ospedale. Se così fosse stato fatto, Lei avrebbe certamente imparato qualcosa di più. Con Lei si sono fatti pochissimi consigli ogni anno. O vuole forse dire che si è discusso solo di ospedale? A tale proposito e per usare un po’ di ironia, ricordiamo Totò quando diceva…”ma mi faccia il piacere…”)

  • La sua risposta pubblica, se rivolta solo a me, la giudico offensiva nei confronti dell’altro firmatario della richiesta di consiglio comunale sui problemi del San Luca, il consigliere comunale Bianchini Gilberto.

  • Le consiglio di non fidarsi delle promesse di Marcolongo e della Regione, fatte in questo periodo. Prima di cantar vittoria occorre avere le assunzioni necessarie ed un progetto di rilancio del S. Luca che purtroppo è ancora lontano dal venire.

Caro Sig. Laruccia, in tanti anni di campagne elettorali, non ho mai visto tanto astio da parte di un candidato sindaco. Si ricordi che le elezioni passano, le donne e gli uomini restano per più tempo e dopo saranno ricordati bene o male a seconda dei loro comportamenti.
A tale proposito, Le sembra corretto che un sindaco uscente, riunisca per zone, i cittadini a due mesi dalle elezioni, anche per promettere cose per i prossimi anni ( alcune già promesse in passato), che potevano magari essere fatte prima?
Faccia comunque quello che vuole. La coscienza è sua. Spero solo che i cittadini capiscano e non la lascino ancora 5 anni sulla poltrona di Sindaco di Trecenta.

Trecenta 8/03/2012
PANZIERA PAOLA
CONSIGLIERA COMUNALE
PRC-FDS

sabato 10 marzo 2012

Niente carbone a Porto Tolle...a cos'è servito strisciare ai piedi di Enel fino ad oggi e non aver preteso un piano B?


L'avevamo capito da tempo, ma ora Conti l'ha detto chiaramente: ENEL non ha nessuna fretta di fare la riconversione a carbone di Porto Tolle! Del resto, dichiara lo stesso Conti "la domanda di energia non è così alta". Sai che scoperta! Grazie dell'illuminazione genio.....Sono anni ormai che l'Italia ha una potenza installata molto maggiore del picco di potenza richiesta. E, nel frattempo, è esplosa l'installazione di nuovi impianti da energie rinnovabili e, non ultimo, la crisi ha drasticamente ridotto la richiesta di energia.
Ma allora verrebbe da farsi alcune domande.....Giusto un paio di piccole riflessioni...
Intanto, perché, se è noto da tempo che la richiesta di energia elettrica in Italia non è tale da giustificare nuovi enormi investimenti, ENEL ha, verrebbe da dire letteralmente, fatto "carte false" per ottenere l'autorizzazione alla riconversione? Non è che per i mercati finanziari, che a ENEL, interessano molto più di quellii reali, un'autorizzazione su carta può valere molto più di una centrale reale e funzionante? In altre parole: non è che ENEL, ancora una volta, ha preso in giro lavoratori, sindacati e istituzioni?
Seconda domanda: se, come diciamo noi da anni, la riconversione non avverrà mai, cosa succederà di quella centrale? Da tempo la Federazione della Sinistra chiede che si pensi ad un altro futuro per l'area della centrale, che sia più rispettoso dell'ambiente e della salute, che sia più rapido e che porti più occupazione. Nessuno del fronte pro-carbone si è mai neppure preoccupato, invece, di pensare a soluzioni alternative. Anzi, per molti è scattata la corsa ad accapararsi gli appalti milionari che dalla riconversione sarebbero arrivati.
Come mai il responsabile grandi progetti Enel, dott. Luzzio, pochi giorni fa è stato a Porto Tolle per dire che a breve i cantieri sarebbero partiti...E' nella memoria di tutti poi il consiglio comunale aperto dell'anno scorso nel quale, come successo l'anno precedente, ha promesso l'inizio dei lavori nel giro dell'anno....
Insomma il braccio destro di Enel non sa quello che fa il braccio sinistro...Uno dice zuppa, e l'altro pan bagnato...Oppure, la macchina informativa del colosso ha messo in atto in questi anni una vera e propria campagna di menzogne prendendo in giro tutti quei politici che si sono fatti infinocchiare dal canto della sirena....Difendendo a spada tratta tutte queste contraddizioni...
Insomma ci si è fidati di una società che già 10 anni fa liquidò la riconversione (allora si parlava di Orimulsion) con un'intervista su un giornale econimico...
A questo punto, torna ancora più urgente una richiesta che la Federazione della Sinistra porta avanti da anni, a cominciare dai compagni di Porto Tolle: riconversione o non riconversione, la centrale esistente va smantellata, vogliamo iniziare a far partire almeno i lavori di demolizione e bonifica del sito? Questo non solo garanitrebbe molta occupazione per diversi anni, ma ci garantirebbe che quando ENEL deciderà che Porto Tolle non conviene più, noi non resteremo con un ferro vecchio come già successo per lo zuccherificio che ora va smaltito coi soldi dei portotollesi, e soprattutto con tanti disoccupati senza prospettive.
A Zaia (e non solo), che ieri esaltava l'impegno della Regione nel prostrarsi agli interessi di ENEL per favorire la riconversione a carbone, l'ultima domanda: perché in tanto zelo profuso per sottoscrivere protocolli con ENEL non si è pensato a prevedere una fidejussione che garantisse i fondi per la bonifica del sito qualora la centrale non partisse?

domenica 4 marzo 2012

Valeria Cittadin verso la vicepresidenza della Provincia


Se due indizi fanno una prova, tre sono un avvertimento… Eh si, la Valeriona Nazionale, anzi Polesana, ci casca ancora e si fa beccare un’altra volta a tessere accordi coi Comunisti per puntare, si dice, alla vicepresidenza della provincia e, il prossimo anno, al parlamento Italiano come capolista per la Federazione della Sinistra.
Ormai ne abbiamo la certezza…tutto risale a qualche mese fa quando la segretaria della Cisl si era fatta fotografare al congresso provinciale di Rifondazione Comunista…a poco è servita l’astuzia del segretario Feltrin di scegliere come location lo scantinato buoi dell’Hotel Regina Margherita......già allora i nostri occhi fotografarono Valeria davanti alla falce-martello….
Nonostante le nostra grida di avvertimento, la Cittadin non riesce a trattenersi e qualche giorno fa ha attaccato pesantemente l’onorevole del PdL Bellotti durante un convegno pubblico lasciandosi sfuggire il secondo indizio…Molte malelingue attribuiscono questo comportamento al fatto che Bellotti è avversario della Coppola insinuando quindi che la Cittadin da onesta sirena Coppoliana abbia sparato un colpo di cannone sperando di affondare la nave del buon Luca…che peraltro in questi mesi ha cambiato rotta parecchie volte…non sapendo se stare assieme alle altre bagnarole o assieme alle caravelle….
Ma niente di più sbagliato…l’attacco della segretaria della Cisl è profondo e viene dal cuore….il sangue rosso di Valeria ha avuto la meglio….a poco è valso il cilicio che si stringeva sulla coscia per cercare di non attaccare un uomo del pdl e quindi di svelare il suo imminente passaggio fra le fila della federazione della sinistra.
Sabato a Taglio di Po è arrivato, inesorabile, il terzo indizio….che porta con se rivelazioni della portata del terzo segreto di Fatima….
La Valeriona, seduta davanti la bandiera comunista sostiene davanti ad una platea attonita:
“La Federazione della Sinistra è l’unico partito che difende il lavoro”
E qui apriti cielo, il dado è tratto, il pranzo è servito, ALEA IACTA EST….
In seguito a questa affermazione abbiamo notato gente che si dava fuoco in piazza, bambini che affermavano  piangendo di vedere la gente morta, Bonanni che si lanciava giù dal tetto dell’hotel Tessarin e i cavalieri dell'Apocalisse che scarrozzavano in piazza a Taglio di Po…Qualcuno sostiene persino di aver visto la Binetti appartata in macchina scambiarsi dolci effusioni con la reincarnazione di Che Guevara…
Le trame di Feltrin e della Cittadin sono quindi uscite allo scoperto: spodestare in brevissimo tempo Guglielmo Brusco alla vicepresidenza della provincia, iscriversi alla FIOM Cgil, e infine fare da capolista alle elezioni politiche alla lista della Federazione della Sinistra….
Ma eccovi le prove, di seguito una breve fotostoria della giornata, guardate coi vostri occhi come sono andate veramente le cose….e anche voi, per favore, inviate una mail di protesta alla segreteria della Federazione della sinistra Polesana (fds.rovigo@gmail.com).


Freddo, veloce, irrefrenabile, il sangue comunista di velria ha il sopravvento...e in uno spasmo incontrollabile la porta a dire la verità davanti a tutti...La FdS è l'unico partito che difende il lavoro, mi iscrivo coi Comunisti....non posso più tenerlo per me...



Lo sguardo di Pettenò: "Che ha detto? Ho sentito bene?"






Increduli Riccardo Bego e Cristian Tomasello....



Il momento in cui Brusco ha capito... "Vogliono farmi fuori, è un tranello tesomi dalle cliniche private per la mia lotta per la sanità pubblica..."


 Lorenzo Feltrin si scopre a pensare alle prossime mosse...ora che siamo usciti allo scoperto come mi tolgo da questa situazione?



Pettenò si mette a fare i conti: quetsa mossa mi consentirà di essere rieletto in regione?







Fermi tutti dice Tomasello....io non ti voglio in CGIL......certo che però tra Dal Zio e la Cittadin l'occhio preferirebbe la Valeria...



A poca distanza arriva l'ok di Luigi Pizzo....il condottiero Portotollese della FdS nonchè vicepresidente del Consorzio di Sviluppo...





Detto fatto...Feltrin compila la tessera della FdS per la Cittadin....










E la Cittadin dà la bella notizia ai parenti a casa....non riesce a trattenere l'emozione





L'epilogo finale.....Brusco fa le valigie e se ne va...per la gioia della moglie Paola.....Finalmente ho Guglielmone tutto per me......

Primo: il Lavoro.... convegno a Taglio di Po



Sabato 3 Marzo la Federazione della Sinistra ha organizzato a Taglio di Po un convegno sul tema “Primo: il Lavoro”.
Ne abbiamo discusso con:
- Lorenzo Feltrin, portavoce provinciale FdS
- Guglielmo Brusco, vicepresidente della provincia e assessore al lavoro;
- Riccardo Bego, sindacalista FIOM Cgil;
- Valeria Cittadin, segretaria provinciale della CISL
- Cristian Tomasello, della segreteria provinciale della CGIL
- Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della FdS.

Ha aperto i lavori Lorenzo Feltrin, che ha spiegato come la priorità di un partito politico che ha come simbolo la falce e il martello sia quella di tutelare il lavoro…dalla difesa dell’articolo 18, alla lotta alle delocalizzazioni, al lavoro nero, la salvaguardia degli ammortizzatori sociali, la battaglia per l’occupazione femminile e dei soggetti particolarmente bisognosi.
A questo punto è subentrato l’assessore Brusco (candidato sindaco per il csx a Trecenta) che ha spiegato all’assemblea il ruolo costruttivo che la provincia di Rovigo ha avuto nelle recenti crisi occupazionali del polesine. Ha fornito preziosi dati sulle borse lavoro e i tirocini formativi finanziati dalla provincia in collaborazione con il Consorzio di Sviluppo, la Caritas e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Importante è stato inoltre il ruolo di quest’ente per il collocamento nel mondo del lavoro di donne che hanno subito violenza, e persone con problemi che non permettono nella maggior parte dei casi di trovare occupazione.
Molto pragmatico poi l’intervento di Riccardo Bego che ha raccontato da vicino l’esperienza della crisi dei Cantieri Navali Visentini e della Bassano Grimeca, dei problemi scaturiti dal mancato riassorbimento di tutti i lavoratori e della collaborazione con la provincia per ottenere nuove forme di ammortizzatori sociali.
Valeria Cittadin della Cisl si è distinta per la differenza di vedute dalla FdS sul ruolo dello Stato e sulle delocalizzazioni e per la lontananza dalle idee della FdS in materie prettamente polesane quali la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle e il futuro dell’Ente Parco del Delta. Ha comunque ringraziato per il rispetto ricevuto dalla platea e per l’essere stata invitata a dibattere con noi, arrivando anche ad affermare che la Federazione della Sinistra è l’unico partito che difende il lavoro e che quindi sarà sempre contenta di accettare inviti in futuro. 
Cristian Tomasello ha portato il punto di vista della CGIL, molto più vicino a quello di noi Comunisti, con temi come la riduzione delle tasse sul lavoro dipendente, la salvaguardia del posto a tempo indeterminato, la lotta al precariato.
Dopo un breve dibattito abbiamo dato spazio ai due candidati alle primarie del centrosinistra Renato Pregnolato e Francesco Siviero per un rapido commento e un saluto alla platea.
In Conclusione Pietrangelo Pettenò ha portato anche a Taglio di Po la raccolta firme a sostegno delle 4 proposte di legge della Federazione della Sinistra Veneta a favore del lavoro: una contro le delocalizzazioni, una per reintrodurre il salario sociale, una per riformare veneto Sviluppo e l’ultima per il blocco dei licenziamenti. Insomma l’idea è che se sfrutti e poi de localizzi perché altrove il lavoro costa meno, mi dai indietro tutti i soldi che ti ho dato per aiutarti e ti metto una bella X in modo che qui per te non ci sia più posto.
Insomma, 3 ore di dibattito sul lavoro, parole importanti su un argomento fondamentale per la politica ma che purtroppo di questi tempi, non viene mai preso in considerazione...

giovedì 1 marzo 2012

RIFIUTI: LE SOCIETA' PUBBLICHE NON SONO MERCE DI SCAMBIO


L'assemblea di ieri ha dimostrato ormai in maniera emblematica e definitiva il clima insostenibile che ruota intorno alla gestione dei rifiuti in Polesine. Una chiusura totale e pregiudiziale da parte di buona parte di entrambi gli schieramenti politici principali, che impedisce un vero confronto sulle cose concrete da fare e sulla qualità del servizio.

Da un lato, il centrodestra ha sistematicamente rifiutato il confronto col centrosinistra fino ad ora, con un'arroganza che lo contraddistingue in tutte le sue esperienze di governo anche in Polesine. Dall'altro, ieri la maggior parte dei Sindaci del centrosinistra ha manifestato un atteggiamento simile, uscendo dall'aula prima ancora di ascoltare la relazione dei tecnici e senza fare alcuna osservazione nel merito delle delibere. Peraltro, a seguito del lavoro di mediazione svolto dal presidente Tugnolo, come concordato tra le segreteria provinciali dei partiti di centrosinistra, era stata anche espressa la disponibilità di una parte del centrodestra di rinviare il momento del voto di alcuni giorni, in modo da consentire maggior approfondimento e confronto tra i Sindaci. La scelta di ritirarsi sull'aventino ha di fatto impedito tale possibilità.

E' evidente che i veri motivi dello scontro da ambo le parti, e anche all'interno degli stessi schieramenti, riguardano questioni "diverse" dalla qualità nella gestione del servizio o dalla garanzia di pubblicità e trasparenza dello stesso. Temo fortemente che si stia ricreando, sui rifiuti, la stessa situazione verificatasi su Polesine Acque, con le ben note conseguenze.

Questo modo di gestire le società non appartiene alla nostra forza politica.

Di fronte all'impossibilità di gestire il Consorzio nell'esclusivo interesse dei cittadini e in un clima di confronto trasparente e rispettoso, la Federazione della Sinistra prende formalmente le distanze da chi usa le società e i servizi pubblici come "merce" di scambio. Dopo essermi confrontato col presidente Tugnolo, abbiamo condiviso l'impossibilità di proseguire l'esperienza di presidenza del Consorzio. Pertanto, nei tempi tecnici necessari per non abbandonare a se stesso l'ente, il compagno Tugnolo rassegnerà le proprie dimissioni. A lui va il ringranziamento da parte di tutta la Federazione della Sinistra per la qualità, la competenza, la dedizione e, soprattutto, la trasparenza con cui ha svolto il suo ruolo negli ultimi tre anni. In particolare va a suo merito l'impegno profuso per abbassare e mantenere bassa la tariffa del separatore, con un importante risparmio per i Comuni e i cittadini. La sua esperienza sarà preziosa per i nostri consiglieri comunali per continuare negli organismi municipali la battaglia in difesa della qualità e della trasparenza della gestione dei rifiuti.

Ai Sindaci del Polesine lanciamo l'appello a stare attenti a non farsi "usare" su temi come la gestione dei serivizi pubblici per fini "meno nobili". Perché ricordiamo che alla fine la responsabilità nella gestione del servizio ricade sempre in capo a loro. Forse la vicenda di Polesine Acque non è servita da lezione.

NO... s TAV olta non ci fregate!

E' questo ciò che mi sento di dire a tutte le persone che in questi giorni, oggi in particolare, sollevano moti di sdegno nei confronti dei NO TAV, prendendo a pretesto gli scontri, gli incidenti e le provocazioni tanto sbandierate dai tg per screditare un movimento le cui ragioni vanno ben aldilà di problemi di ordine pubblico.
 Mi sento di dirlo perchè sono convinta che nella maggior parte dei casi, il palesarsi dei paladini della giustizia dell'ultimo minuto e di tutte queste persone col sale  in zucca che pensano a lavorare e non a manifestare per futili motivi (salvo poi stare su fb 24/24), abbia poco a che vedere col desiderio di esprimere le proprie idee ma sia piuttosto un alibi che serve a coprire la più completa passività e noncuranza. Si, perchè se fino a poco tempo fa quando internet non era ancora alla portata di tutti si poteva dare la colpa della disinformazione al lavaggio del cervello operato  dalla tv, adesso la questione è decisamente diversa.  Alzi la mano chi non ha mai detto che i telegiornali ormai fanno schifo o che i giornalisti pensano solo al gossip e alla platealità delle notizie. Sono frasi che sento dire ogni giorno da persone dalle estrazioni politiche o culturali più disparate e che indicano che volendo ognuno in noi è in grado di ragionare.  Ma perchè queste affermazioni valgono solo in certi casi? Perchè a volte vale la pena di prendere per buono quello che dicono i tg e altre no? Secondo il mio punto di vista è esclusivamente una questione di comodo. Sì perchè finchè c'è da urlare contro il politico di turno tutti sono ben informati su vitalizi, mogli, amanti, ferie, macchine ecc. Se però si inizia a parlare di leggi, tasse, sprechi, insomma di cose tangibili si transita in un territorio ostile in cui non solo informarsi richiede tempo ma può comportare anche  la necessità di azioni in prima persona. Già, perchè se si sostiene che i politici facciano tutti schifo poichè non conoscono più nè morale nè etica significa che chi si è accorto di questa deriva della politica un'etica ed una morale invece le possiede e che quindi di fronte ad una qualsiasi ingiustizia è pronto ad attivarsi con i mezzi a sua disposizione per fare qualcosa altrimenti rischia di rendersi, o peggio ancora sentirsi complice del degrado della società.  Diventa però una cosa parecchio onerosa, intanto perchè informarsi richiede tempo ed energie. Poi perchè oltre al voto che mezzi ha un cittadino per far sentire  la propria voce? Raccolte firme, manifestazioni, scioperi, proteste, denunce e tutta una serie di azioni che andrebbero ad intaccare quel poco di tempo libero che ormai  avanza e quel briciolo di serenità che è rimasta. Insomma, l'ideale sarebbe potersene fregare solo che scoccia sentirsi dire che si è menefreghisti quindi come ormai è di moda dire, la soluzione sta nel mezzo! Per non passare da menefreghisti e per continuare ad avere ancora voce in capitolo nelle discussioni sulla politica e/o sull'attualità basta saper scegliere le informazioni più "comode". Quindi: se ad esempio c'è da andare a votare per qualcuno o per qualcosa come si fa a non rinunciare alla gita fuori porta della domenica o alla  partita della squadra del cuore senza dover inoltre perdere del tempo per leggere i programmi elettorali o informarsi sul curriculum di un candidato o sui quesiti di  un referendum?? Semplice. Si dice che i politici sono tutti uguali, che i programmi elettorali sono carta straccia perchè poi non viene mai portato a termine niente di ciò che si era proposto in campagna elettorale e che i referendum non servono a niente che poi tanto nel Palazzo fan sempre quello che vogliono. Quindi solo per un discorso di disillusione e scoraggiamento a votare non si va e così oltre a guadagnare una domenica libera non si deve neanche perdere tempo a leggere noiosissime scartoffie.  Altro esempio: Come si fa a lamentarsi per la perdità costante dei diritti basilari (partendo dall'istruzione, passando per il lavoro per arrivare, forse alla pensione) senza dover perdere ore di lavoro o di scuola per fare sciopero o per partecipare a qualche manifestazione?!? Facile: basta sostenere con convinzione che queste cose non solo sono una perdita di tempo e che creano disagi per non portare a niente ma che addirittura le manifestazioni sono popolate da delinquenti che nella vita non hanno un cavolo da fare e non vedono l'ora di avere un pretesto per andare in giro a fare baldoria. Partecipare a queste azioni diventa perciò controproducente ed è da irresponsabili. Basta guardare i telegiornali per capirlo! Poi però quando si sentono le testimonianze di persone pestate dalla polizia senza motivo, o addirittura vengono processate e condannate forze dell'ordine perchè ritenute responsabili di violenza immotivata su manifestanti pacifici si fa finta di non sentire (qualcuno ha ancora qualcosa da dire sul G8 di Genova?). Ed è proprio questo il copione che vedo recitare anche in questi giorni. Il movimento NO TAV esiste dalla fine degli anni '90 ma raramente ho sentito discussioni in merito, forse perchè in Italia vige la legge del NIMBY (NOT IN MY BACK YARD, NON NEL MIO GIARDINO). La Val di Susa è lontana. Diciamocelo, cosa ce ne può fregare se deturpano una Valle o se per fare quest'opera devono scavare in monti dove pare ci siano uranio e amianto?! Più o meno niente... Non è molto carino da dire però.. meglio far finta di niente finchè si può, anche perchè ci son troppe cose da sapere per farsi un'idea sull'utilità dell'ennesima grande opera  e poi cogliere la palla al balzo, non appena i telegiornali faranno vedere le immagini dei soliti facinorosi, per rimarcare ancora una volta l'inutilità di queste  proteste e la propria contrarietà agli atti di vandalismo e alla violenza gratuita che si vedono nelle immagini in tv. Il gioco è fatto, si è ridotta ad un problema di ordine pubblico una discussione importante per tutti a cui potrebbero partecipare sia i PRO TAV che i NO TAV, alla quale invece purtoppo partecipano i NO TAV e chi IN MERITO non ha niente da dire (o meglio, chi vuol far credere di non volersi esprimere non perchè disinteressato ma perchè disgustato dal comportamento deprorevole dei manifestanti). Le ragioni della valle passano in secondo piano e i pigri hanno un alibi perfetto per lavarsene le mani. Ed è proprio a questi ultimi che mi viene di dire: 

'PER QUANTO VOI VI CREDIATE ASSOLTI SIETE PER SEMPRE COINVOLTI'!!  
 
E se nei vostri quartieri 
tutto è rimasto come ieri,  
senza le barricate  
senza feriti, senza granate,  
se avete preso per buone  
le "verità" della televisione  
anche se allora vi siete assolti  
siete lo stesso coinvolti.   

E se credete ora  
che tutto sia come prima  
perché avete votato ancora  
la sicurezza, la disciplina,  
convinti di allontanare  
la paura di cambiare  
verremo ancora alle vostre porte  
e grideremo ancora più forte  
per quanto voi vi crediate assolti  
siete per sempre coinvolti, 
 per quanto voi vi crediate assolti  
siete per sempre coinvolti.

sabato 25 febbraio 2012

Vicepresidenza del Parco: ora basta, giù la maschera, questa è la verità


Pubblichiamo la doverosa replica del nostro Compagno Angelo Motta, messo sotto accusa dal sindaco di Porto Tolle per avere raccontato la verità sulla vicepresidenza del Parco....

A volte la verità fa male, è dura, e rende palesi tutte le contraddizioni della politica dei palazzi...Ma gli attacchi che subiamo per dire sempre la verità non ci fermeranno mai...
W la politica della coerenza, W la politica della gente comune, W i comunisti...!!!!



Dopo l’ultimo articolo apparso sulla stampa a firma del sindaco di Porto Tolle Silvano Finotti si è proprio toccato il fondo: che un primo cittadino, per fare da balia ad una sua consigliera che non è in grado di difendersi da sola, arrivasse a negare pubblicamente di aver detto delle cose in presenza di 8 testimoni è di una gravità inaudita.
Già un anno fa avrei potuto approfittare di quel che ho udito con le mie orecchie per mettere in difficoltà la maggioranza portotollese ma decisi di non farlo perché infondo quel che sentii riguardava il Parco, e perciò scelsi di non anteporre la politica locale del mio comune (dove sono in minoranza) al ruolo che invece ricopro nell’Ente. 
Ma che ora mi si faccia passare per bugiardo solo per salvare gli scarsi equilibri della giunta Finotti non mi va giù assolutamente; perché a 26 anni sono ancora libero di non cedere ai giochetti della politica di palazzo e non mi faccio certo insegnare come si fa politica da Finotti.
Ribadisco che il sindaco, nella riunione di minoranza tenutasi all’Ente Parco, ha manifestato la contrarietà del comune di Porto Tolle al dare la vicepresidenza alla Sacchetto.

Era proprio questo di cui si stava discutendo nell’ufficio del dott. Pozzato rimasto vuoto quando questo si è spostato in sala consigliare. Contiero era appena venuto a proporci di votare la consigliera leghista, e il centrosinistra a porte chiuse discuteva sul da farsi. Tutti erano contrari e a precisa domanda della Bovolenta, Finotti rispose che il suo comune non era favorevole all’elezione della Sacchetto e garantiva lui che i suoi due consiglieri (Fecchio e Mantovani) avrebbero abbandonato l’aula come protesta.
Se si mette in dubbio la veridicità di questi fatti, a questo punto non stiamo più parlando di politica, ma di dignità personale. La mia non è a disposizione di nessuno, non intendo lasciare il men che minimo dubbio che le cose siano andate come dice Finotti. (foto a lato)

Lo “smemorato di Collegno” ha espresso la sua contrarietà di fronte a (in ordine rigorosamente alfabetico):
- Bovolenta Marina, sindaco di Corbola;
- Crivellari Diego, segretario del PD
- Giovannini Maria Luisa, assessore di Papozze
- Guolo Diego, sindaco di Papozze;
- Mantovani Marinella, assessore provinciale;
- Mantovani Silvana, assessore socialista di Porto Tolle
- Pezzolato Attilio, segretario socialisti porto tolle
- Spinello Gino Sandro
Quindi le ripeto caro Sindaco, stavolta non mollo…Mi sono autocensurato un anno fa, ma ora che l’ha tirata in ballo Lei la verità deve uscire…
In fondo, se le cose fossero andate come dice Lei, l’assessore Silvana Mantovani allora avrebbe agito contro il volere del suo sindaco abbandonando l’aula…Perché una cosa è certa caro Finotti: se decide di correre in aiuto della sua consigliera Sacchetto abbozzando una versione dei fatti inventata, decide anche di scaricare la colpa sulla sua assessore Mantovani perché quel giorno i suoi due rappresentanti votarono in due modi diversi…o forse ha il coraggio di negare anche questo……..??

giovedì 23 febbraio 2012

FdS: Fuori gli AFFARI dalla politica polesana


Lo spettacolo che la destra sta offrendo ai cittadini polesani e alla città di Rovigo in particolare è a dir poco indecoroso. Scontri, ricatti, minacce, diatribe, scissioni, cambi di partito, lotte intestine tra Lega e PdL e all’interno degli stessi partiti, solo ed esclusivamente per questioni di “careghe”, di spartizioni di potere e,
verosimilmente, di affari. Non c’è nemmeno la decenza di dare agli scontri delle motivazioni di carattere politico o amministrativo. Anzi, di cose concrete, del governo della città, dei bisogni dei cittadini, della qualità dei servizi non si parla da mesi. E quando se ne parla, emerge tutta l’inadeguatezza (per usare un eufemismo) della Giunta rodigina.
Nel resto della provincia la situazione è simile: in meno di due anni sono cadute anticipatamente ben tre amministrazioni comunali, sempre per beghe personali e scontri di potere interni alla destra. E il grande errore del centrosinistra, e del PD in particolare, è che anziché cercare di ricostruire una propria alternativa di governo, continua, in ordine sparso, a tentare di insinuarsi in queste diatribe tentando accordi ora con l’una ora con l’altra parte.
Non credo sia un caso se questi “scontri tra clan” sono arrivati al culmine proprio in questi anni. Da tempo, infatti, la vera partita che si gioca in Polesine non è sul governo degli enti locali, ma sulla gestione degli affari che ruotano attorno ai servizi pubblici, acqua e rifiuti in primis. E in questa fase si stanno per prendere  decisioni fondamentali: sui rifiuti è imminente la scelta del socio privato della nuova società gestore del  servizio e l’appalto milionario della discarica di Villadose.
Sull’acqua si è finalmente giunti a dover liquidare il socio privato di SODEA, percui, da un lato vi è un tentativo di salvare i rapporti con SAGIDEP, notoriamente legata a certi settori della politica, dall’altro qualcuno pensa di aprire rapporti con nuovi privati.
Mentre una volta i rapporti tra politica e affari ruotavano attorno all’urbanistica, ora che l’edilizia è in crisi e che il grosso delle scelte urbanistiche è già stato deciso, la vera “polpa” degli affari sta nell’accaparrarsi servizi essenziali che non andranno mai in crisi, come acqua e rifiuti, appunto. Ecco perché credo che il vero tema oggi non sia solo mandare a casa la Giunta Piva o evitare che i sei Comuni al voto vadano in mano al centrodestra. Il vero tema oggi è ricostruire un centrosinistra libero dalle logiche degli affari e delle spartizioni di potere. Mai come oggi è attuale lo slogan che Rifondazione lanciava in Polesine ancora nel ’99: 
“fuori gli affari dalla politica!”. 
E perché ciò sia possibile crediamo siano imprescindibili due condizioni: 
1) rilanciare la partecipazione dei cittadini, dentro e fuori dai partiti, perché possano riprendersi in mano la capacità di decidere collettivamente del futuro della propria comunità; 
2) ricostruire dal basso una sinistra autonoma, unita e autorevole (anche moralmente) che possa diventare il punto di riferimento per chi vuole cambiare il Polesine senza inciuci e senza interessi, se non quelli dei lavoratori e dei cittadini polesani.

Questo è l’obiettivo a cui lavora la Federazione della Sinistra.
Questo è l’appello che lanciamo alle altre forze organizzate e ai singoli uomini e donne che si riconoscono a sinistra.

sabato 18 febbraio 2012

Parco del Delta: a rischio la vicepresidenza?


Come la fine dell’inverno è scandita dai giorni della merla (quelli in cui il freddo si scatena più ferocemente) così l’avvicinarsi delle amministrative è scandito da terribili terremoti politici.
Ultimo in ordine cronologico è il ribaltone di Porto Tolle, dove i consiglieri Sacchetto e Gibin sono fuoriusciti dalla Lega in polemica con il loro segretario provinciale. Certo che Contiero deve averla fatta proprio grossa visto che questi due politici solo 4 anni fa avevano cambiato casacca abbandonando i partiti di appartenenza che li avevano fatti eleggere per approdare fra le fila della Lega. Ed ora all’improvviso arriva una nuova piroetta che grazie alla forza centrifuga li spinge fuori dal Carroccio, con tanto di attacchi alla segreteria provinciale durante il consiglio comunale di Porto Tolle, esautorato della propria autorità, della propria sacralità, per squallide polemiche a distanza tra ex compagni di merende, tra chi era seduto tra il pubblico e chi fra i banchi del Consiglio.
Detto questo, siccome ogni decisione si sa porta con se delle conseguenze, mi viene da pensare a quali siano le intenzioni della consigliera Paola Sacchetto.
E’ bene ricordare che un anno fa, in seguito ad un assurdo e ambiguo commissariamento del Parco, la regione ha nominato lei ed altri tre consiglieri nell’Ente, rispettivamente due della Lega e due del PdL….a ciò è seguita la ri-nomina di Gennari alla presidenza e la discussa elezione della Sacchetto alla vicepresidenza. Dico discussa perché vi era un preciso accordo fra i due partiti per accaparrarsi entrambe le poltrone non lasciando nulla all’opposizione; tuttavia Contiero non digeriva di dover affidare l’incarico alla Sacchetto in quando non era una leghista delle prime armi….Dopo un’ora di faccia a faccia Gibin-Contiero, si è giunti alla nomina della portotollese alla vicepresidenza, con clamorosa avversione dello stesso Comune di Porto Tolle di cui la Sacchetto è consigliere di maggioranza. Conosco ovviamente tutti questi particolari perché ero presente alle discussioni in quanto consigliere dell’Ente, quindi ricordo benissimo sia la posizione di Contiero che quella del sindaco di Porto Tolle Finotti.
Bene, dopo tutto ciò, dopo un anno di vicepresidenza dovuta ad un accordo politico tra Pdl e Lega, ed in conseguenza alla fuoriuscita dal carroccio della consigliera Sacchetto, mi chiedo se questa non abbia per caso idea di dimettersi!! Oltre a non rappresentare più la lega, che comunque aveva puntato su di lei solo per le insistenze di Gibin, c’è da ricordare che nemmeno il comune di cui fa parte la voleva seduta su quello scranno…
Siccome in matematica 2+2 fa 4 ma in politica a volte fa anche 3 e 5, un umile osservatore si aspetterebbe ipotesi come le dimissioni volontarie o la nomina di nuovi consiglieri da parte della regione, oppure ancora qualche mossa di capitan Contiero, magari l’unica in cui riesca ad uscirne vincitore contro questi due..
Insomma qualcosa sono sicuro succederà, altrimenti si corre il rischio che i cittadini polesani, volgendo la mente alle poltrone della politica rodigina, possano pensare che “sono come le sedie del barbiere, adatte per tutte le natiche” come diceva Shakespeare.

sabato 4 febbraio 2012

Una mail al Sindaco di Porto Tolle contro le menzogne....


 Al dott. Silvano Finotti, sindaco di Porto Tolle.
Dottor Sindaco, come cittadino/a di Porto Tolle mi definisco indignato/a per come ha risposto sulla stampa alle critiche per la nevicata della settimana scorsa. Come al solito, con fare superbo, ha bollato le critiche come "inutili" ed ha dato una ricostruzione dei fatti che non è realistica.
Non è tollerabile che un amministratore per salvare la faccia debba mentire sulla ricostruzione dei fatti e attaccare che osa criticare l'operato della sua amministrazione.
Le scrivo quindi in veste di cittadino/a del suo comune per ribadire quel che è apparso sulla stampa, ossia che nella giornata di mercoledì in alcune frazioni come Scardovari e Polesine Camerini le strade erano innevate e nessuno spazzaneve era in azione fino alla giornata di giovedì. I fatti sono questi signor sindaco, la realtà era sotto i nostri occhi, mentire non serve a niente.

portotol@comune.portotolle.ro.it

Tanti cittadini stanno mandando questo testo alla casella mail del comun di Porto Tolle.....Lunedì qualcuno si troverà una bella sorpresa.......

mercoledì 1 febbraio 2012

Porto Tolle: la neve porta una valanga di responsabilità in salsa leghista


È una settimana che i metereologi ci mettono in guardia dal pericolo neve sul nord-est per le giornate di ieri e oggi…E puntuale la neve si è presentata anche a Porto Tolle, martedì notte…
Chi puntuale non è stato è invece la solita, sonnolente, bisticciona amministrazione comunale!
E come sempre (purtroppo) i disagi si sono fatti sentire e vedere. I primi a farne le spese sono stati quei pescatori che dovevano recarsi nelle lagune per la raccolta delle vongole…gli spargi sale sono usciti a metà mattinata in piena “bufera” (a quanto serviranno se impiegati così?). La nostra narcotizzata amministrazione non si è neppure chiesto se valeva la pena far uscire i mezzi la sera prima, o ancor meglio il primo mattino in modo da fare PREVENZIONE, parola sconosciuta a tutti gli amministratori portotollesi…
I lungimiranti assessori di questo comune, che si erano inventati la “delega alla viabilità”al solo scopo di rafforzare l’ala leghista della maggioranza, non hanno ritenuto sufficiente la brutta figura rimediata in occasione dell’ultima nevicata con disagi gravi nelle frazioni di Scardovari e Polesine Camerini in primis…
Insomma la storia si ripete, passa un anno ma il copione è sempre lo stesso...La consigliera Sacchetto, referente alla viabilità, è recidiva…non è una scusante sapere che lei e il suo collega di partito in “questi momenti” hanno la mente altrove, più precisamente a sbrigare le faccende in casa lega oppure decidere se presentare o meno qualche querela a qualche compagno di giunta...
Va ricordato che avere un referato, una delega, un assessorato, non è un titolo nobiliare da sfoggiare a qualche cena tra amici, comportano serie, precise e doverose responsabilità...
I pescatori e i cittadini tutti pagano ogni giorno e sono già alle prese con la Crisi, trovarsi ad assumere spese non preventivate per una sbandata sulla neve sapendo che con un po’ di prevenzione sarebbe filato tutto liscio ci fa star male…E spiace che i nostri assessori non si assumano MAI le loro responsabilità, anche stavolta, c'è sa scommetterci, punteranno sulla presunta eccezionalità dell'evento, scaricheranno la colpa alla protezione civile come han fatto l'anno scorso, e ne usciranno indenni come al solito....
Le responsabilità stanno agli assessori PortoTollesi come un flacone di detersivo sta al calcetto saponato...
Quello che ci consola è che non avremo altre nevicate da sopportare con quest’amministrazione…i giorni sono contati!     

sabato 28 gennaio 2012

Pieno sostegno alle lotte dei Pescatori


La repressione attuata dalle forze dell'ordine nei confronti delle proteste dei pescatori a Montecitorio mostrano sempre più come il governo Monti, sia non solo un governo di destra per le politiche che fa, ma anche un governo autoritario, per il modo in cui le impone.
La Federazione della Sinistra del Polesine esprime solidarietà ai pescatori e a quelli del nostro Delta in particolare.
La situazione della pesca è ormai allo stremo. Occorre una programmazione seria sul settore. L'iva al 21% sul gasolio (e prossimamente al 23%) non è più sostenibile, appoggiamo la richiesta di sgravio fiscale per il carburante da pesca....Il fermo pesca, se necessario, deve essere pianificato e programmato e ai pescatori devono essere garantiti ammortizzatori sociali durante tale periodo; da decenni la federazione della Sinistra Polesana chiede alla Regione di attuare la Cassa Integrazione in deroga anche per i pescatori....Gli istituti di credito e le banche (che noi pensiamo debbano essere nazionalizzati) devono garantire finanziamenti agevolati per gli investimenti di rinnovamento delle barche e delle attrezzature da pesca; è necessario incentivare il pesca-turismo, come forme di integrazione al reddito dei pescatori e di promozione dell'ambiente e del territorio; occorrono studi, ricerche ed interventi per consentire il ripopolamento della fauna ittica dei nostri mari e delle lagune, altro che mostri devastanti come centrali a carbone e trivellazioni libere; occorre proteggere i nostri prodotti imponendo standard ambientali e di qualità sulle importazioni e un sistema di certificazione della provenienza serio e controllato.
La verità è che questo governo nazionale, e questa regione Leghista, non si interessino dei problemi dei lavoratori, siano essi autonomi o dipendenti. L'unico obiettivo è quello di garantire alle banche il pagamento degli interessi del debito, e alla Lega Nord di occupare qualsiasi poltrona possibile...
Per questo occorre costruire una grande opposizione di sinistra a questo governo e alle politiche regionali ed europee della destra e della lega. 
Forte appoggio quindi, ai pescatori in rivolta.....perché dove ci sono le lotte, quelle per il lavoro e per l'equità sociale, c'è anche la Federazione della Sinistra.


mercoledì 18 gennaio 2012

Porto Tolle: mentre la nave affonda, l'orchestra continua a suonare


E di questi tempi l’orchestra fa proprio un bel rumore, quasi assordante…
In questo caso la nave sarebbe ovviamente il comune di Porto Tolle, quel comune dove 4 anni fa si sono uniti PD-PDL-Lega-Socialisti formando una lista civica, un patto tra gentiluomini per guidare il comune fino al processo di riconversione a carbone della Centrale Enel..
In questi anni molte volte la tenuta di questo patto è stato messo a dura prova…ma ogni volta, ogni santissima volta, tutto si è risolto, o meglio tutto è stato accantonato, insabbiato, messo a tacere, magari evitando di convocare consigli comunali per due mesi consecutivi…
I principali protagonisti di queste ballate sono sempre gli stessi: il sindaco Finotti, qualche assessore della giunta che varia di volta in volta e l’immancabile Ivano Gibin, il prezzemolino verde che fa e disfa tutto come Penelope con la sua famosa tela…
Questa volta però, non dico si sia raggiunto il fondo, perché quello è già stato raggiunto da mo’…..ma addirittura si è cominciato a scavare per andare ancora più in basso….
Ieri ci siamo svegliati tutti con un articolo del Gazzettino che parlava di una querela, presentata dagli assessori Crepaldi e Gibin contro la loro collega Mantovani perché questa sarebbe rea di aver parlato male di loro in pubblico in occasione delle celebrazioni per le festività natalizie….
Insomma, nella stessa giunta, stufi di litigare nelle loro tetre riunioni, hanno deciso di lavare i panni sporchi in piazza, non più a casa loro…
Ed ora si è mossa la solita macchina insabbiatrice, quella che se usata nei luoghi opportuni avrebbe finalmente ripopolato lo scanno della spiaggia di Barricata…Quella macchina che ha insabbiato la cacciata dell’assessore Azzalin su richiesta della Lega di Contiero, ma che ha insabbiato anche la mancata cacciata dell’assessore Gibin come richiesto sempre da Contiero…. Uno strumento eccezionale questa macchina, comprata su ebay a pochi euro a causa del patto di stabilità, ma che ha saputo sotterrare gli strilli dell’assessore Gibin al convegno pubblico del PD contro i suoi colleghi di Giunta e il suo vicesindaco… La stessa macchina che ha insabbiato le critiche in piazza Ciceruacchio durante i comizi elettorali che l’assessore Gibin ha rivolto alla sua collega Mantovani che correva in una coalizione opposta e tutt’oggi in consiglio provinciale siede nel lato opposto dell’aula di palazzo Celio…
E’ riuscita persino, questa sorta di Transformers, a far dimenticare le critiche del segretario dei Socialisti alla giunta Finotti, sostenuta tra l’altro dai Socialisti con un assessore….E’ stato sotterrato anche il contributo di 150.000 euro dell’Ente Parco perso grazie ai consiglieri Fecchio e Sacchetto e addirittura anche il fatto che il sindaco ha dato ordine al suo rappresentante al Parco (Fecchio) di non votare la fiducia al presidente e al vicepresidente (la stessa Sacchetto in maggioranza a porto Tolle) e che fecchio poi non abbia rispettato tale decisione….
Insomma anche stavolta tutto verrà nascosto? 
Oggi ci si appellava al fatto che questa benedetta querela sia stata presentata ma non notificata, o addirittura ritirata con la mediazione del sindaco, o inventata dalla stampa che non aveva di meglio da fare…..
Ma questa volta credo che i partiti della maggioranza (pressoché tutto il panorama politico) abbiano un lavoro duro…proveranno a manipolare la stampa, attaccandola, dando comunicati, cambiando versione, non rispondendo alle domande….proveranno a far dimenticare la notizia, non convocheranno nessun consiglio comunale finché la vicenda rimane calda….
Ma l’impressione è che la macchina insabbiatrice sia rimasta senz’olio. Il lubrificante, la meta della riconversione a carbone, si sta allontanando, la vicenda sta fuggendo di mano….dalla maggioranza arrivano le prime ammissioni che in realtà a Polesine camerini non si farà niente, e quindi è finito il collante, è scaduto il SuperAttack che in questi anni ha tenuto insieme i cocci, partiti con storie opposte, persone che amministrano assieme ma non si guardano nemmeno in faccia…
Gibin dichiara che quello che succede a Porto Tolle succede in molti altri comuni…questo è falso…in molti altri comuni si è andati a casa per molto meno…..basterebbe un decimo di quel che è successo qui per mandare a casa tutti….
Questa volta è finita……nemmeno Finotti riesce più a fare come Berlusconi…fingere che tutto è OK, fingere di non essere in avaria, fingere di bere tranquillo il suo cocktail mentre in realtà la nave affonda….
Stavolta la nave è colata a picco, e un buon comandante, si sa non abbandona mai la nave…

domenica 15 gennaio 2012

THE ROCKY HORROR PIVA SHOW





DOPO I FANTASTICI SUCCESSI DELL’ASSESSORE AI festini cicci zangi

LA CITTA’ DI ROVIGO SI PREPARA AD UN ALTRO IMPORTANTE EVENTO:

NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA A ROVIGO!!!!



INFATTI Siete gia’ i testimoni fortunati di DIVERSI CAMBIAMENTI:

× INFORMAGIOVANI: CHIUSO! E CHE I GIOVANI SI ARRANGINO!!!! E CHI SE NE FREGA SE SONO SENZA LAVORO O ALTRO…COSì IMPARANO A FARE I BAMBOCCIONI!
× CORSO DEL POPOLO CAMBIERA’ NOME E SI CHIAMERA’ CORSO DEI SUV, PER DARE UN TOCCO DI MODERNITA’ E FINIRLA CON STI RIGURGITI COMUNISTI, CRIBBIO!!!!
× GLI IMMIGRATI:  MAGICAMENTE SPARITI!!! QUELLI CHE VEDETE IN GIRO NON SONO IMMIGRATI MA TURISTI!!!!
× PARCO LANGER: CANCELLATO! AL SUO POSTO VERRANNO MESSI DEGLI ARBUSTI UN PO A CASO PER LA CITTA’, TANTO PER FINGERE CHE CI SI OCCUPA DELL’AMBIENTE

per celebrare I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA poi si pensava di tagliare i platani secolari IN VIA ERMINIA FUA’ IN FUSINATO, NOSTRA PATRIOTA 

E DULCIS IN FUNDO RIDAREMO INDIETRO I 192 MILA EURO RICEVUTI PER IL CENTRO SERVIZI SAN MICHELE, VISTO che per macanza di fondi (credaghe) stiamo tagliando un po’ tutti i servizi, e che navighiamo a circa 10 sfratti al mese e la disoccupazione e’ alle stelle, RINUNCEREMO ANCHE A QUESTO CONTRIBUTO EUROPEO E AI SERVIZI AD ESSO ANNESSi... centro ascolto, CENTRO ANTIVIOLENZA, INFOMAIMMIGRATI, appartamento per donne in difficolta’, CENTRO DONNA  EtC, etc.....puff! spariti!!

MA NON VI PREOCCUPATE, BEN PRESTO ALLiETEREMO LA CITTadinaza tutta con festini, sexycar wash, trenini a gogo, concerti dei veri sosia dei daiar streiz  e quant’altro…intanto canta che ti passa!! Che ce ne frega poi della crisi???

tanto noi non la paghiamo… Ma la pagherete voi!!!!!




sabato 14 gennaio 2012

La vicenda Parco del Delta approda in Regione...emmò so' cazzi





CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA  N. 


NUOVO DIRETTORE DELL’ENTE PARCO DELTA PO: LA GIUNTA FACCIA CHIAREZZA  Interrogazione  presentata il    13 gennaio 2012  dal consigliere Pietrangelo Pettenò

Premesso che
            - In data 19/08/2011 sul BUR della Regione Veneto compare il concorso per la copertura del ruolo del direttore del Parco del Delta del Po;
            - Lo scorso ottobre il comitato esecutivo dell’Ente Parco del Delta del Po, ha nominato una commissione, definita tecnica, per valutare le oltre cento candidature pervenute, composta da tre consiglieri, per altro dello stesso esecutivo, tutti di nomina “politica”;
            - Tale commissione dopo aver effettuato l’esame dei curricula sarebbe in attesa di chiarimenti da parte della Giunta Regionale in materia di  nuove assunzioni per procedere alla nomina;

Ritenuto
Del tutto impensabile che per stilare una graduatoria di concorso non si sia provveduto alla nomina di una commissione tecnica composta esclusivamente da soggetti con provata esperienza e competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, o docenti comunque estranei alle medesime, e quindi che non siano componenti dell'organo di direzione dell'amministrazione, che non riscoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

Considerato
            che in attesa  di poter procedere alla nomina del novo Direttore dell’Ente Parco a scadenza del mandato della precedente Direttrice, il  Comitato Esecutivo dell’Ente ha proceduto alla nomina di un Direttore ad interim per 3 mesi, prorogabili, scelto tra i dipendenti dell’Ente pur se sprovvisto di titoli di studio necessari a ricoprire tale ruolo, ignorando inoltre la figura del facente funzione del direttore, peraltro in possesso di idonea laurea, e che  per legittimare tale decisione  nel deliberato dell’Esecutivo si chieda parere alla Giunta regionale;

Si chiede alla Giunta regionale
            di fornire chiarimenti in merito alla legittimità dell’operato dell’Ente Parco con particolare attenzione alla composizione della commissione tecnica e alla nomina del Direttore ad interim come sopra segnalato.