mercoledì 27 giugno 2012

Nessun prete e nessun giudice ha deciso per Vittorio

Il compagno Vittorio Bisso di Dolo (VE) ha deciso che ne aveva abbastanza...Poteva bastare....
L'ex assessore e consigliere provinciale dei Comunisti Italiani 53enne ha deciso di non diventare chiavo della Sclerosi Laterale Amiotrofica, la maledettissima SLA...
Riportiamo un pensieri di Nicola Atalmi del PdCI tratto dal suo sito www.atalmi.it

"Ieri Vittorio ha deciso di andarsene.....
Lo ha fatto con la forza delle sue idee, della sua dignità.
Lo ha dovuto fare in Svizzera perché nel nostro incivile Paese ci sono troppi preti, troppi giudici, troppi politicanti ipocriti che vogliono decidere quando comincia e quando finisce la vita.
Vittorio invece, dopo una vita di lavoro in fabbrica, di impegno politico aveva deciso che quella terribile malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, non avrebbe deciso per lui.
L’ha combattuta finché ha potuto, ma aveva già deciso che non ne sarebbe rimasto ostaggio in una lunga agonia immobilizzato ed intubato.
Vittorio, comunista, appassionato di moto e di viaggi, ha deciso di dare gas e partire.
Nessun prete e nessun giudice lo ha potuto fermare.
Hasta Siempre Vittorio."

lunedì 25 giugno 2012

Valeria Cittadin per te Miss Italia finisce qui


Chi di centrale ferisce, di centrale perisce…

E’ questo l’epilogo della fulminante carriera di Valeria Cittadin all’interno della Cisl Polesana….iniziata all’improvviso, dal nulla, balzando alle cronache per la sua difesa a spada tratta della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, a volte persino ambigua, attirando i primi mal di pancia da parte degli iscritti al suo sindacato, ma guadagnando le prime pagine di molte testate giornalistiche….
E proprio il via libera da parte del Consiglio di Stato al nuovo iter per l’ottenimento di tutti i permessi da parte di Enel per ottenere la riconversione ha fatto si che la Valeriona mettesse in atto la più grossa caduta di stile di un sindacalista polesano a memoria d’uomo…
Riferendosi alle sue divergenze di opinioni con chi ha sempre ostacolato il progetto di riconversione, ha pubblicato sul suo profilo facebook una foto della frase di Mussolini “Molti nemici molto onore” con tanto di nome e cognome del Duce e la data in cui l’ha pronunciata………….
Grande Valeriaaaaaaaa…..bella mossa…..Pollice alto……….sei una grande……………
Ma come caspita ti viene in mente di fare una cosa del genere? Ma insomma? Questo è il rispetto per gli iscritti al tuo sindacato? Pubblicare frasi del fondatore del Partito Fascista? Ma per carità abbi almeno il buon senso di dimetterti….
E invece no…..la Valeriona sbotta sui giornali che la frase va contestualizzata….embè certo….che ci sarà mai da contestualizzare…un fascista rimane un fascista, e le sue frasi possono tornarsene nella tomba assieme a lui, senza che qualche sindacalista con la smania di apparire si inventi di farne culto…
E si infastidisce anche la Cittadin…”scrivere frasi di Mussolini indigna tutti, ma citare Marx & Co non indigna nessuno”..
Ebbene Valeria, anche se nella tua pagina facebook c’è scritto che hai lavorato presso il ministero dell’istruzione, ti comunichiamo qualora ti sfuggisse che in Italia l’apologia del fascismo è reato, come lo è la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista….Mentre essere comunisti non lo è……
E sai perché? Perché il tuo amico Benito è salito al potere con la strategia del terrore a son di squadrismo, di olio di ricino e di omicidi come quello di Matteotti, mentre il partito Comunista è quello di Berlinguer, di Togliatti, di uomini che han fatto della politica uno strumento per unire l’Italia, gli italiani e i lavoratori….
E se proprio dobbiamo metterci a fare le analisi del tuo gesto cara Valeria, non puoi nemmeno nasconderti dietro l’impulsività di aver visto una cosa sul social network e aver cliccato condividi…non incanti nessuno sai Valeria, quella foto non l’hai condivisa ma l’hai aggiunta dal tuo blackberry…questo significa che quantomeno l’hai vista, l’hai salvata sul cellulare e poi l’hai caricata…a meno che non vogliamo ipotizzare che l’abbia scattata proprio te chissà da quale tuo cimelio personale…
Quindi cara Valeria prima di inventare scuse campate in aria occhio a come funzionano i social network, e se non lo sai non iscriverti….
Proviamo pietà e compassione per quei poveri lavoratori iscritti al tuo sindacato che si sono sentiti umiliati e sconfortati nell’apprendere che con i loro 10/20 euro mensili che lasciano al tuo sindacato debbano sopportare oltre alla tua voglia di protagonismo anche le tue cadute di stile e vedere colei che li rappresenta inneggiare al fascismo.
Ma abbiamo fiducia nel lavoratori, a qualunque categoria sindacale appartengano, e sappiamo che sapranno porre fine a quest’epoca caratterizzata dalle tue manie di protagonismo coronate da questo stupido gesto che riporta ad ideologie che è meglio lasciare sepolte dove sono.

Cara Valeria per te Miss Italia finisce qui

domenica 24 giugno 2012

Ritorna il gruppo d'acquisto per il parmigiano terremotato


Dopo il positivissimo esito della prima iniziativa, che ci ha permesso di acquistare e distribuire in tutta la provincia quasi 5 tonnellate di Parmigiano Reggiano proveniente dal Caseificio 4 Madonne del modenese, colpito dal sisma, il Gruppo di Acquisto Popolare della Federazione della Sinistra continua il suo impegno sul fronte della solidarietà attiva e organizza un secondo ordine di Parmigiano Reggiano.
Il caseificio a cui ci rivolgiamo è il Caseificio Razionale Novese di Novi di Modena. Anche in questo caseificio il magazzino è stato gravemente compromesso e per poterlo ripristinare è necessario vendere il Parmigiano che è stato possibile salvare dai crolli delle strutture di stagionatura. Questo tipo di aiuto consente alle famiglie polesane di non essere gravate da impegni onerosi, acquistando un prodotto ottimo ad un prezzo inferiore che al supermercato e allo stesso tempo offre un prezioso aiuto alla riprese dell’economia e del lavoro delle zone terremotate. 

Chi è interessato a prenotare il suo ordine può contattarci:
via mail all’indirizzo: gappolesine.fds@gmail.com 
telefonicamente: Lorenzo Feltrin (3397181654) per l’Alto Polesine
Giovanna Pineda (3481758955) per Rovigo
Angelo Motta (3423222061) per il Delta 
direttamente presso la nostra sede di corso del Popolo, 183 a Rovigo.
Le stagionature disponibili e i relativi costi sono:
- 14 mesi, 11 euro/kg
- 27 mesi, 13,50 euro/kg
- 36 mesi 14,50 euro/kg

I prezzi comprendono già 50 cent per le spese di trasporto e gestione degli ordini. Qualora l'incasso fosse superiore alle spese il ricavato sarà devoluto all'acquisto di beni materiali per la gestione dei campi di sfollati di Fossoli e Cavezzo, gestiti dalle Brigate di Solidarietà Attiva - Fasce Rosse.

Il termine ultimo per prenotare e pagare è il 2 luglio 2012.

mercoledì 20 giugno 2012

4,5 Tonnellate di ringraziamenti


4,95 tonnellate è il numero sorprendente di Parmigiano Reggiano che il gruppo d’acquisto organizzato dalla Federazione della Sinistra Polesana, assieme alla lista civica “Uniti per cambiare” di Occhiobello, ha portato in provincia di Rovigo. 
L’idea è nata leggendo l’appello del Caseificio sociale 4 Madonne di Medolla (MO) che chiedeva non elemosina, ma un aiuto per ripartire con la propria attività…in pratica proponevano di acquistare il loro parmigiano ad un prezzo modesto (10,50 euro al kg per stagionatura di 14 mesi) in modo da svuotare i magazzini danneggiati e procedere con i lavori di ristrutturazione. 
Da qui la FdS ha organizzato tre centri di raccolta: uno a Porto Tolle per il basso polesine, uno a Rovigo per il medio, ed uno a Occhiobello per l’alto polesine con l’aiuto della lista civica. Preziosissimo è stato l’aiuto dei tre circoli della Federazione che hanno raccolto un’enorme quantità di ordini mettendoci tempo, passione e denaro.
Una vera gara di solidarietà si è scatenata fra le tre fette di polesine con Occhiobello in testa con 2169 kg, seguito da Rovigo con 1399 e da Porto Tolle che ha dovuto chiudere l’ordine anticipatamente per problemi di trasporto, raccogliendo comunque 1383 kg.
Ogni singolo volontario che ci ha aiutato in questa avventura, nonché ogni circolo del partito, l’ha fatto a titolo gratuito, anzi pagando da se il carburante per raggiungere Modena o il noleggio del furgone come è stato per Porto Tolle..
Un enorme ringraziamento va quindi ai nostri giovani volontari, alla nostra terra e ai nostri compaesani che si sono rivolti a  noi fidandosi della nostra serietà ed organizzazione. Senza dimenticare tutte le persone che ci hanno contattato ma alle quali abbiamo dovuto dire di no perché l’ordine era già chiuso per problemi di stoccaggio del caseificio. 
Non appena a Medolla ricominceranno a prendere ordinazioni, anche noi partiremo con una seconda gara!
I nostri giovani hanno portato personalmente i saluti del Polesine ai terremotati, a queste persone sempre col sorriso sulla bocca, nonostante tutto, e con tanta ma tanta voglia di ricominciare tirandosi su le maniche…Ed ora han portato a casa un enorme GRAZIE da parte del caseificio sociale e dei suoi lavoratori che operano nelle quattro sedi vicino Medolla. 
Una terra anch’essa colpita dal terremoto come il polesine, ha saputo tirarsi su le braccia ed aiutare chi era messo peggio…Come dice il comunicato che il giorno seguente al sisma è arrivato ad ogni iscritto della Federazione della Sinistra “Care compagne e cari compagni, nella crisi del terremoto, e nel terremoto della crisi, la solidarietà è la nostra bandiera, non lasciamo soli i nostri fratelli”…E Rovigo e la Federazione della Sinistra con i quasi 52.000 euro di acquisto solidale, ha fatto proprio questo!

mercoledì 30 maggio 2012

La FdS organizza gruppo d'acquisto per il parmigiano terremotato...E NON SOLO...

Ogni iscritto alla Federazione della Sinistra ha ricevuto questo comunicato: 
"Care compagne e cari compagni, nel terremoto della crisi, e nella crisi del terremoto, la solidarietà è la nostra bandiera, non lasciamo soli i nostri fratelli..."

La Federazione della Sinistra Polesana ha deciso di rispondere all'appello del caseificio 4 Madonne di Medolla colpito dal sisma. I produttori del Parmigiano non chiedono elemosina, ma l'opportunità di rialzarsi col proprio lavoro. A causa del sisma il magazzino è stato gravemente compromesso e per poterlo ripristinare è necessario vendere il parmigiano....
Verso fine della prossima settimana i nostri giovani partiranno a proprie spese alla volta di Medolla per acquistare il formaggio ordinatoci dai polesani. Chiediamo a chi fosse interessato di contattarci via mail o via Facebook o telefono ai contatti che vi indichiamo sotto... 
Questa sorta di aiuto intelligente consente alle famiglie polesane di non essere gravate da impegni onerosi acquistando un prodotto ottimo ad un prezzo inferiore che al supermercato; e inoltre fa si che i terremotati non si sentano in procinto di chiedere elemosina.
Il prezzo per il parmigiano stagionato a 14 mesi è di 10,50 euro al kg

contatto Facebook:              Federazione della Sinistra Polesana   (www.facebook.com/fds.rovigo)

per il medio/alto polesine:  Lorenzo Feltrin:   feltrin.lorenzo@libero.it  3397181654

per il medio/basso polesine:  Angelo Motta: motta60@libero.it    3495589125

Sottolineiamo che oltre a questa iniziativa, la Federazione della Sinistra ha aperto presso il circolo di Modena la Cassa di Resistenza a cui inviare contributi economici tramite bonifico e che saranno poi devoluti alle famiglie degli operai morti nonché ai lavoratori rimasti senza occupazione per colpa del sisma. I contributi saranno versati sul conto del Prc Federazione di Modena e saranno trattati con la massima trasparenza come già accaduto per il sisma dell'Aquila e l'alluvione di Genova...e (in misura molto più modesta) come avvenuto coi proventi dell'iniziativa Arancia Metalmeccanica promossa dalla Federazione della Sinistra Polesana che ha devoluto i proventi della vendita delle arance ai lavoratori in lotta della Bassano Grimeca. 

E' dura chiedere esborsi di denaro in un momento di crisi e in un momento di diffidenza verso la politica...ma voi saprete riconoscere un partito della casta da un partito di lotta a fianco dei bisognosi. Per ogni iniziativa da noi promossa siamo sempre disposti, in prima persona, a darne conto nei minimi particolari.

Concludiamo con l'appello del circolo FdS di Cavezzo:
"Siamo a Cavezzo, stiamo allestendo la cucina per i terremotati. Ci servono una ventina di volontari e volontarie al giorno per tre mesi circa. Gestiremo come PRC - Fasce rosse - BSA una cucina da circa 250 piatti. Colazione - pranzo - cena. Attivatevi e fate liste volontari, la mail a cui inviare i nomi per i volontari è e.francani@libero.it . Tutti devono essere automuniti di tende e sacco e pelo. La solidarietà è la nostra bandiera, noi cuciniamo loro sfilano"

lunedì 28 maggio 2012

A chi fa paura il Parco? Chi si nasconde dietro i suoi oppositori?

Troppe idiozie, troppe cavolate, troppe menzogne sono state dette in questi 15 anni sul Parco del Delta...gente senza scrupoli ha manipolato l'opinione pubblica con vere e proprie infamie inventate sul Parco del delta, dal dire ai pescatori che non avrebbero più potuto cacciare, al dire agli agricoltori che non avrebbero più potuto coltivare per finire col dire ai cacciatori che non avrebbero più potuto dilettarsi con le doppiette. E ci troviamo qui, nel 2012 con un Ente Parco che macina soldi dal 1997, con comuni che ricevono grossi contributi tramite l'Ente e tramite l'Europa, ma con le stesse bugie che vengono palesate a destra e a manca....
Ed è quindi il caso di chiedersi quali interessi ci siano dietro le mosse dei manovratori...
A pochi metri da noi il Parco Emilia Romagna naviga in buone acque, crea occupazione, distribuisce permessi di caccia, fornisce marchio al pescato e all'agricoltura....mentre da noi la politica che non vuole decidere e la politica del compromesso han bloccato ogni possibilità di sviluppo...e gli stessi figli di questa politica accusano il Parco di frenare uno sviluppo che loro stessi non han voluto creare.
Per fortuna ad un certo punto arriva la Corte dei Conti che indaga sui soldi spesi per il piano ambientale del Parco che manca da 15 anni e il ministero dell'ambiente che minaccia di tagliare i fondi qualora non si approvi questo benedetto piano previsto già nella legge che istituisce il Parco del Delta...
E qui arriva il tour de force degli antiparco che organizzano eventi su eventi per bloccare nuovamente la votazione del piano che ricordiamolo ingloba pochissimi tratti del delta tanto da far sorridere quando ci si trova a guardare la piantina del vero perimetro del parco del Delta: il solo fiume Po..
Mentre i comuni corrono a chi sottrae più terreni alla mannaia del Parco, i manovratori continuano incessanti il loro lavoro che finora han svolto in modo ineccepibile...
Nella sola Porto Tolle si sono tenuti due convegni avversi al piano ambientale nel giro di una settimana....e quindi torniamo a chiederci: che interessi economico-politici stanno mascherando questi signori?
All'ultimo convegno di Porto Tolle c’era praticamente tutta la politica, eccetto ovviamente la Federazione della Sinistra. Tutti intenti a farsi vedere insieme e concordi nel dire che il Parco è un male per Porto Tolle ed è necessario uscirne.
Un paio di considerazioni spero ci siano permesse:
Allora, oltre al vicepresidente di Federcaccia, partecipavano tra gli altri anche il sindaco di Porto Tolle, l’assessore comunale Pizzoli, quello provinciale Bellan, Ivano Gibin per gli ex leghisti oltre a rappresentanti di alcune associazioni di categoria. 
Innanzitutto sorprende il tempismo di questo convegno; quando Porto Tolle aveva la vicepresidenza dell’Ente con la leghista Sacchetto, ogni istanza separatista era stata congelata, mentre ora, appena la Sacchetto ha ricevuto il benservito abbiamo avuto due convegni anti parco in una settimana….della serie quando abbiamo la poltrona siamo favorevoli, appena ci cacciano siamo sfavorevoli.
Quello che più ci preme ricordare è che Porto Tolle fa parte del Parco in base ad una specifica legge regionale, allora perché nessuno di quelli che chiedono l’uscita dei consiglieri portotollesi dall’Ente fa presente che anche se i rappresentanti del nostro comune non vanno nel consiglio a votare, Porto Tolle dovrà lo stesso sottostare a quello che il consiglio deciderà senza che il Delta abbia avuto opportunità di farsi sentire? Ci sembra una scelta suicida della serie decidete voi e noi ci adeguiamo…
Un’altra considerazione riguarda l’assessore provinciale Bellan: quando dice che al Parco si è sempre data troppa attenzione parla da Portotollese o da assessore provinciale? E’ bene ricordare la pioggia di critiche che questi soggetti hanno fatto cadere (senza peraltro ottenere alcun risultato) sul nostro consigliere Motta perché al Parco dicevano parlasse per conto proprio e non della provincia che rappresenta. Ma allora è giusto chiedersi: è la posizione della provincia quella di mandare un proprio assessore al convegno degli antiparco e dichiararsi concorde con questi?
Sentiamo l’assessore Pizzoli dire che nessuno ha chiesto chiarimenti sulle posizioni di Porto Tolle riguardo al piano del Parco, e quindi ci sorge il dubbio che soffra di amnesia visto che proprio questa settimana si è tenuto un incontro con sindaci e assessori dell’area Parco in cui Porto Tolle ha potuto dire la propria opinione ed ha ottenuto successivi incontri per chiarire la propria posizione.
Stessa cosa riguarda il Sindaco, non vorremmo che per evitare la caduta della sua debole maggioranza dia un colpo al cerchio ed uno al barile avanzando proposte diverse di revisione del piano a seconda che si trovi a cospetto di cacciatori inferociti o di colleghi sindaci dei comuni limitrofi.
Strano poi sentir dire che le associazioni di categoria sono tutte concordi nella posizione del comitato, per quanto riguarda la pesca ci sembra partecipassero solo due presidenti di cooperative ma nessuno della Lega Pesca o della Federcoopesca, e oltretutto sarebbe opportuno sapere se Tugnolo parlava a nome della propria cooperativa o a nome di vicepresidente del Consorzio pescatori.
In ultima battuta ben venga il referendum, ma allora come mai non è mai stato fatto finora per una scelta che si protrae da 13 anni? E come mai per una questione importante come il parco si riscopre la democrazia referendaria mentre per le decisioni sulla riconversione a carbone della centrale si è sempre demonizzato il referendum?
Insomma come sempre due pesi due misure e tanta, ma tanta incoerenza…ma infondo chissefrega, la campagna elettorale è iniziata e a Porto Tolle da sempre la coerenza non esiste

sabato 19 maggio 2012

Il comune di Porto Tolle vuole uscire dal Parco...



Di seguito le considerazioni del nostro consigliere comunale Claudio Bortolotti apparse sulla stampa a cui nessuno degli interessati ha risposto....quindi per il principio del "chi tace acconsente" ne evinciamo che il comune di Porto Tolle, amministrato da PD, PSI, Lega e PDL abbia deciso di uscire dall'Ente Parco del Delta del Po...




"La campagna elettorale per le amministrative 2013 a Porto Tolle ha preso ufficialmente il via mercoledì 09-05-2012.
L’argomento principale sarà senza dubbio la questione Parco, o per meglio dire l’uscita da parte del Comune di Porto Tolle dall’ente.
Stando a quello che le cronache ci riportano, questo in sintesi è quello che è emerso al convegno organizzato dal neonato movimento portotollese degli indipendenti (che visto il simbolo poi tanto indipendenti forse non sono).
Che scopo avesse l’iniziativa lo si intuiva sin dal titolo (“Parco del Delta del Po – dal 1997 ad oggi – senso o non senso della sua istituzione”); passando poi ai nomi dei relatori, il quadro si completava.
Ovviamente ci sarebbe molto da dibattere e ribattere sui contenuti e sull’indirizzato dato al dibattito, sull’uso strumentale del tema che ne fanno alcuni politici locali spacciando per “amore del territorio”  un mero calcolo politico-elettorale; ma ci saranno sicuramente tempo e modo per farlo. 
Ci sono due affermazioni del portavoce del movimento indipendenti che hanno attirato la mia attenzione: ”…abbiamo speso 10mila euro come amministrazione per elaborare proposte-tecniche per il piano del parco…”, oltre a: “Oggi col senno di poi, visto il non senso che ha l’esistenza di questo Ente, valuteremo l’uscita”. Queste affermazioni mi stimolano altrettante riflessioni: la prima è se c’era bisogno di spendere 10mila euro di soldi pubblici per trovare una scusa per farsi dire dall’ente che quelle modifiche non possono essere apportate al piano; ma quella, a mio avviso, politicamente più rilevante è se il portavoce, quando parla di uscita, parla per il suo movimento o parla anche per PD e PSI, attualmente in maggioranza con Lui. Nel caso, PD e PSI cosa pensano al riguardo? Hanno “per caso” nel loro nel programma elettorale 2013 contemplato questa opzione?
Non posso concludere che con una considerazione sulla partecipazione del Sindaco alla serata: ricordo che il 30-03-2012 non è intervenuto all’assemblea del comitato liberi cittadini di Porto Tolle, dal titolo “Centrale a carbone inutile e dannosa: con le rinnovabili si avrebbe tutela della salute e molti più posti di lavoro”, perché affermava: “La loro politica del no non mi appartiene”. Quella del no del comitato non Le apparitine, quella del no del movimento indipendenti Le apparitine? Come sempre si adottano due pesi e due misure, ma Le ricordo che lei è il Sindaco di TUTTI i Portotollesi, e non solo della parte che lo ha votato..."

La mafia teme di più la scuola che i magistrati...e noi rispondiamo: non ci avrete mai...


Come diceva il grande Antonino Caponnetto del pool antimafia assieme a Falcone e Borsellino: "La mafia teme di più la scuola che i magistrati"...e noi Giovani della Federazione della Sinistra Polesana rispondiamo: non ci avrete mai...
Non deve mai più succedere che un genitore, tranquillo di aver mandato il proprio figlio a scuola, debba poi venire a sapere che un attentato gliel'ha strappato via per sempre senza potergli dare un ultimo abbraccio..Non è più possibile che l'istruzione e la coscienza antimafia debbano essere messe in discussione da vili attentati...Da oggi in ogni istituto, più di prima, dovrebbe essere obbligatorio trattare di criminalità organizzata e sensibilizzarne la lotta...una società istruita, dei giovani che studiano con coscienza senza chinare il capo fanno paura, tanta....
Dopo l'orrore, lo sgomento e la tristezza, è la rabbia il sentimento che ci coglie sentendo la notizia del più vile degli attentati. Una rabbia che deve darci la forza di reagire, come Paese, come cittadini, come persone. Se gli assassini che mettono le bombe e uccidono ragazze inermi vogliono seminare il terrore, spaventare, spingere la gente a chiudersi in casa, noi dobbiamo reagire, manifestare e discutere collettivamente. Non ci sono ancora notizie certe sulla matrice di questa vigliacca violenza, ma certo, troppe sono le coincidenze che portano a pensare alla mafia. Il modo più triste per celebrare il ventennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio  è sapere che la mafia uccide ancora. Che la mafia esiste ancora. Che sia questa la natura della strage o meno, il Paese deve rispondere collettivamente, alzare la testa, stringersi attorno ai familiari di chi non c'è più, ai feriti, ai superstiti, alla città di Brindisi e gridare con forza, coraggio e determinazione: "Non ci fate paura!". La più bella risposta è quella che vediamo in queste ore, con le persone che in ogni città, compresa la nostra, scendono in piazza e manifestano il loro sdegno, ma anche la loro voglia di reagire.
Alle istituzioni, alle Forze dell'Ordine, alla Magistratura chiediamo di sapere dimostrare altrettanta forza e determinazione, di non cedere a nessun ricatto o vile intimidazione e di saper stroncare definitivamente il cancro della violenza mafiosa e terrorista.

Federazione Giovani della Sinistra Polesana

martedì 8 maggio 2012

Elezioni in Polesine, la FdS si riprende Taglio di Po

Mentre in Europa abbiamo assistito alla vincita di Hollande in Francia con tanto di comunisti all'11% ed in Grecia la sinistra radicale si è piazzata seconda, in Italia il pdL e la Lega sono finalmente scomparsi facendosi risucchiare il proprio corpo elettorale dal movimento di Grillo...
In Polesine, dove le novità politiche giungono sempre con qualche tempo di ritardo, il centrosinistra riesce a sottrarre una roccaforte al centrodestra e si afferma quindi in tutti e tre i comuni maggiori...
A Fratta Polesine la presidente della provincia Tiziana Virgili diventa primo cittadino affermandosi con la propria lista davanti ad un'altra lista sempre di centrosinistra quasi azzerando i voti di pdl e lega.....
A Badia Polesine vince Gastone Fantato a cui davamo l'appoggio esterno, e a Trecenta il nostro candidato sindaco Guglielmo Brusco non centra l'obiettivo di diventare primo cittadino ma entra comunque in consiglio comunale mantenendo il posto che prima era occupato dalla compagna Paola Panziera...

La vera rivoluzione è avvenuta a Taglio di Po, dove l'amministrazione uscente era di centrodestra e dove la FdS da qualche anno non eleggeva più un consigliere...
Stavolta oltre ad aver strappato il comune al centrodestra della Coppola grazie ad un giovane candidato sindaco come Francesco Siviero, la nostra Giovane Gaia di Giangiacomo (in foto) fa il pieno di preferenze e si posiziona al secondo posto, subito dietro l'ex sindaco Margaret Crivellari...
Una scelta che ha pagato quindi, quella delle candidature giovani che nella FdS non sono mai mancate e che da sempre portano un ottimo contributo in ogni comune polesano nel quale ci presentiamo ai cittadini... Un misto di novità, giovinezza, freschezza ma anche un'intensa attività capillare di campagna elettorale da parte degli uomini del partito ha portato quindi Gaia ad essere eletta miss preferenze... Un giusto connubio tra novità ed esperienza...
Un in bocca al lupo a tutti e grazie a chi ci ha votato, rendendo palese anche agli occhi dei ciechi, che quando il centrosinistra è genuino, senza giochetti, senza secondi fini, senza antagonismi, è in grado di vincere senza bisogno di cercare l'appoggio della Coppola con trasversalismi che gli elettori non capiscono più e di cui si sono stufati...

domenica 6 maggio 2012

ELEZIONI IN EUROPA: QUALE DIREZIONE?

La giornata di oggi si rivelerà fondamentale per capire quale direzione prenderà l'Unione Europea e se avrà o meno un futuro. Si vota infatti in 4 Stati dell'Unione ( Francia, Grecia, Germania e Italia) e in Serbia, i risultati che emergeranno dalle urne si tradurranno poi in un possibile ripensamento della politica economica di austerità decisa, in primis dalla Germania, o in una sua conferma.



Ma partiamo dalle elezioni più importanti e cariche di conseguenze, ovverosia dalle elezioni francesi. Il candidato socialista Hollande è riuscito per la prima volta nella storia nel sorpassare il presidente uscente al primo turno delle presidenziali. Questo dato conferma il fatto che il popolo francese in larga misura si è reso conto che la politica portata avanti da Nicolas Sarkozy si è rivelata fallimentare. Egli nel solco di molti altri leader europei quale "medicina" da contrapporre all'avanzamento della crisi ha utilizzato il taglio della spesa pubblica e la compressione dei diritti sociali. Ciò ha comportato una accelerazione della crisi che anche in Francia si fa sta ripercuotendo pesantemente. Sarkozy inoltre è stato finora un pilastro fondamentale della strategia del rigore e dell'austerità professata dal cancelliere tedesco. tanto che i giornali hanno ribattezzato questa inedita alleanza franco-tedesca fondendo i nomi dei due in "Merkozy".

Hollande, dall'altra parte, pur non essendo nuovissimo della politica francesce, non dimentichiamo che si tratta dell'ex marito di Ségolène Royal e segretario del partito socialista a quel tempo, si sta proponendo come portatore di una "nuova" politica soprattutto in ambito europeo. Ha già affermato che metterà in discussione l'asse franco-tedesco soprattutto per quanto riguarda il fiscal compact, il pareggio di bilancio in Costituzione e la tobin tax. La Francia si sa, per la sua storia, la sua cultura e la sua economia, è un grande Paese e può essere il fulcro di una nuova idea di Europa non più germanocentrica e liberista. Se Hollande vincerà, com'è probabile, le elezioni e riuscirà a formare un'alleanza con gli altri Paesi dell'Europa meridionale (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia) avrà un peso tale che la Germania non potrà ignorare e sarà quindi obbligata a sedersi al tavolo delle trattative.

C'è da rilevare poi un buon risultato ottenuto dalla sinistra radicale in Francia che nel suo totale può vantare un ottimo 15% e potrà contare nelle scelte di politica interna ed estera. Vi è da segnalare pure l'ascesa della destra radicale guidata da Marine Le Pen che sfiora il 20%, giungendo a raccogliere quasi il 40% nelle campagne e nei quartieri più degradati delle città. Non bisogna sottovalutare questo dato in quanto il Fronte National è portatore di idee xenofobe e nazionaliste molto spinte che ci fanno tornare in mente gli anni più bui della storia europea. Per di più si prepara, con la sconfitta di Sarkozy si prepara a prendere la testa di tutta la destra francese e potrà rivelarsi un serio problema nel futuro soprattutto se la crisi dovesse peggiorare e non avere sbocchi.



Subito dopo la Francia in ordine di importanza vi sono le elezioni greche. In esse si fronteggiano essenzialmente i partiti sostenitori del memorandun, il documento con il quale la grecia ha preso formalmente l'impegno di adottare le politiche di austerità in cambio del prestito da parte dell'UE e del FMI, e i partiti invece che intendo strappare quel documento denunciando come le politiche attuate stiano uccidendo il popolo greco. I sondaggi indicano una grande emmorragia di voti per i partiti che hanno sostenuto il patto, ed una grande ascesa sia dell'estrema destra che dell'estrema sinistra che intendo mettere tutto in discussione. Da notare che la sinistra radicale è divisa in tre partiti ognuno dei quali accreditato di circa un 9%, mentre l'estrema destra si colloca intorno al 20%. Tuttavia questi sondaggi sono da prendere con le "pinze" in quanto gran parte dell'elettorato di dice indeciso oppure minaccia di non andare a votare. E' quindi difficile fare previsioni su chi vincerà. Si può solo evidenziare che se i partiti firmatari del memorandum non otterranno la maggioranza parlamentare si aprirà una nuova fase di incertezze e si dovrà tornare ai tavoli della trattativa. Non è nemmeno escluso che la Grecia venga, a questo punto consensualmente, posta al di fuori dell'area euro e che torni alla dracma.



Spostiamoci ora in Germania, oggi infatti si vota nel land dello Schleswig-Holstein che si trova ai confini con la Danimarca, domenica prossima invece si vota nel land più popoloso: il Nord Reno-Westfalia. I più in difficoltà sono i liberali della Fdp per i quali si prospetta un crollo che potrebbe arrivare persino a mettere in discussione la tenuta del governo Merkel. In Germania, essendo uno stato federale, le elezioni regionali sono tenute in gran considerazione, basti pensare che il socialdemocratico Gehrard Schröder era andato alle elezioni anticipate proprio perchè nel 2005 aveva perso la maggioranza nel Land del Nord Reno-Westfalia. I liberali rischiano di non superare la soglia del 5% necessaria per accedere al parlamento regionale e ciò può indurre Frau Merkel ad indire alezioni anticipate in autunno nel tentativo di cercare alleati migliori. E' possibile quindi che dalle urne esca un ennesimo verdetto di sfiducia nei confronti della politica europea ed interna (non dimentichiamo lo sciopero generale indetto la scorsa settimana dal potente sindacato metalmeccanico tedesco) del cancelliere tedesco.



Tocca ora alla Serbia dove si vota insieme per le presidenziali anticipate, le legislative, le municipali e le regionali in Voivodina (nord). A fronteggiarsi sono principalmente lo schieramento filo-europeista e riformista guidato da Boris Tadic e lo schieramento conservatore e nazionalista con a capo Tomislav Nikolic. I due leader si aggirano entrambi intorno al 35% dei consensi e saranno loro a sfidarsi nel turno di ballottaggio previsto per il 20 maggio dove sarebbe dato vincente, sempre secondo i sondaggi, Boris Tadic. La partita si è giocata sostanzialmente sui temi dell'integrazione europea e della crisi economica, con Tadic che è riuscito ad attirare come sostenitore, concedendo generosi aiuti di stato, men che meno l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, il quale ha deciso di spostare parte della produzione in Serbia offrendo quindi occupazione. Il tutto si traddurrà in voti per il presidente uscente Tadic. Le legislative però vedono in testa il Partito del progresso serbo (Sns, conservatore) di Tomislav Nikolic, al 33%, rispetto al 28% del Partito democratico (Ds) di Tadic. Nikolic però faticherebbe di più a trovare alleati per un governo.



Infine vi sono le elezioni amministrative italiane. Non sono moltissimi i comuni dove si vota, ma i risultati di alcune città importanti quali Genova, Verona, Parma, Palermo, Catanzaro, Taranto, Lecce e l'Aquila. Si dovranno leggere i risultati nell'ottica degli scandali che hanno coinvolto pesantemente i partiti, l'ultimo dei quali la Lega, ancora al centro dell'attenzione mediatica e alla luce del voto di protesta contro le politiche di macelleria sociale condotte dall'esecutivo. Interessate da osservare sarà anche l'affermazione del Movimento 5 Stelle il quale guidato dal suo popilista leader Beppe Grillo si propone come movimento anti-sistema e proprio per questo probabilmente riuscirà ad ottenere un buon risultato, nonostante alcune recenti frasi pronunciate da Grillo che lasciano interdetti, ad esempio che lo Stato strangola i cittadini, mentre la mafia non arriva a tanto. Frase questa che ha provocato una forte condanna da parte dell'associazione dei familiari delle persone vittime di mafia.

La sinitra radicale invece non è vista come alternativa valida al sistema (anche per via delle divisioni che la pervadono) e questo è un vulnus preoccupante in un periodo nel quale la crisi picchia duro e le destre ed i movimenti populisti prendono forza.



In conclusione possiamo affermare, al di fuori di ogni dubbio, che questa tornata elettorale europea avrà una portata storica e ciò che uscirà delle urne sarà foriero di conseguenze importanti, positive o negative, per l'intero quadro europeo.

giovedì 26 aprile 2012

Prima volta nella storia: Porto Tolle non celebra il 25 Aprile

Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo. Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza. Possiamo pertanto definire il 25 aprile la festività laica per eccellenza, paragonabile al Natale per quelle religiose. Infatti quel giorno, possiamo affermare, “nasce” la Repubblica Italiana, a coronamento del percorso iniziato quel giorno. Il Primo gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana: nasce così lo stato Italiano. A tal proposito Pietro Calamandrei, in un discorso del 1955, ebbe a dire :  “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. Queste poche righe servono per evidenziare l’assoluta importanza della ricorrenza del 25 aprile, ricorrenza che quest’ anno il Comune di Porto Tolle non ha festeggiato.
Si sono difesi spiegando che il comune ha fatto due eventi: uno il 24 aprile, ovvero la presentazione del libro "IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE E LA LOTTA PARTIGIANA” ed uno il 29 aprile, ossia l’ Intitolazione Parco Comunale al comandante LINO BECCATI... Ma questi non possono e non devono essere equiparati alla ricorrenza. Non può essere così, e  il nostro consigliere comunale Claudio Bortolotti ha denunciato con forza l’oltraggioso comportamento  del quale si rende protagonista quest’anno (per la prima volta nella storia)  l’amministrazione di Porto Tolle. 
Insomma un po' come se un parroco festeggiasse il Natale con una pizza al ristorante il 29 dicembre invece che dir messa il 24 notte ed il 25 giustificandosi che comunque prima di cena ha detto le preghiere......
Che ne direbbero i tanti caduti bassopolesani se sapessero di questa oscenità...niente banda, niente corona, niente tricolore...niente di niente.....
Non sorprende che il sindaco Finotti, famoso per le sue doti di equilibrista, questa volta  sacrifichi il 25 aprile sull’altare della governabilità.  Sorprende “poco” di più il silenzio del PD e del PSI, magari troppo impegnati ad organizzare la festa del PD i primi, e a posizionarsi per le elezioni amministrative del prossimo anno i secondi. In questo revisionismo in salsa portotollese, c’è ancora chi dice che questa è una giunta di sinistra…

lunedì 23 aprile 2012

Amministrative 2012 in Polesine...indicazioni di voto della FdS


IL 6 e 7 Maggio in Polesine si andrà al voto per il rinnovo di alcune amministrazioni comunali, ecco nel dettaglio le indicazioni di voto della Federazione della Sinistra Polesana...



- Taglio di Po: sostegno alla lista Insieme per Taglio di Po che corona un percorso di unità avviato già con le primarie di coalizione...Il candidato sindaco è il giovane Francesco Siviero e la nostra rappresentante per cui esprimere la preferenza è Gaia Di Giangiacomo;


- Trecenta: sostegno incondizionato alla candidatura del Compagno Guglielmo Brusco con la lista Trecenta bene di tutti appoggiata dal resto del centrosinistra. Brusco è già assessore provinciale al lavoro e alla sanità e da primo cittadino di Trecenta potrà continuare con la sua lotta in difesa dell'ospedale San Luca dal rischio chiusura paventato molte volte dalla regione Veneto;




- Badia Polesine: crediamo che la nostra idea di politica trasparente e dignitosa si rispecchi di più nella candidatura di Gastone Fantato con la sua lista Essere Badia, contro il PdL e la Lega e contro il finto nuovismo della politica;

- Infine a Giacciano con Baruchella troviamo assolutamente inquietante che si sia presentata una sola lista...per di più di centrodestra..amministrare 5 anni senza opposizione è pericolosissimo per qualunque comune. Pertanto anche se può sembrare antidemocratico spingiamo per l'astensione in quanto se al voto si reca meno del 50% degli aventi diritto le consultazioni saranno da ritenersi non valide. In questo modo potrà iniziare un serio dialogo tra le forze di opposizione per formare assieme una lista e ripristinare un vulnus democratico venutosi a creare....



Da tempo ci battiamo per un mondo migliore, più giusto, più equo...non fare l'indifferente, vai a votare, prendi posizione, partecipa, decidi....
Fai la scelta giusta, vota la coerenza, il coraggio, la tutela dei più deboli...
Alza la testa, vota Federazione della Sinistra, vota il lavoro...

domenica 22 aprile 2012

Centrale a Carbone, la nave affonda ma l'orchestra continua a suonare


Credo che le ultime uscite sulla stampa da parte del compagno Oriboni, meritino qualche piccola precisazione…Per lui la colpa della mancata riconversione della centrale di Porto Tolle è di chi ha fatto ricorso e anche del parco del delta. E’ ovvio quindi che Oriboni deve essere stato distratto nell’ultimo periodo, non gliene faccio di certo una colpa ma è meglio rinfrescarci assieme la memoria…
Il Parco del Delta in Luglio ha deciso di strisciare ai piedi dell’Enel come già qualche altra amministrazione aveva fatto, compresa la regione veneto, dando il via libera alla modifica della legge regionale che ha composto il suo statuto, eliminando il divieto di insediamento di centrali a carbone…Questo di certo sarà sfuggito al direttore del Consorzio se oggi sulla stampa incolpa il Parco…
Per quanto riguarda le colpe di chi ha fatto ricorso, c’è da notare che con la caduta di Berlusconi non è venuto a mancare il berlusconismo….insomma se Enel si comporta violando la legge che noi tutti e Oriboni stesso coi suoi consorziati dobbiamo rispettare, non c’è da modificare il comportamento di Enel, ma c’è da modificare la legge…
In realtà caro Emilio la colpa è che si è fatto affidamento sui politici da sagra della salsiccia, che promettevano a destra e a manca cose che non erano nel loro potere; la colpa è di chi ha abbandonato la coerenza politica scendendo a patti con la Coppola e Mainardi che in consiglio a Porto Tolle vengono a predicare la parabola del buon samaritano ed in consiglio regionale non hanno nemmeno il coraggio di andare a votare dopo che sono pagati più di 10.000 euro al mese coi nostri soldi. La colpa è di chi ha deciso di puntare sul cavallo vincente della Lega, che ora dopo aver fatto epurazione dice che in realtà, sotto sotto, il carbone non l’ha mai voluto ed era meglio il metano. 
La colpa caro direttore è della politica che ha scelto di inchinarsi di fonte al colosso energetico, ha scelto di approvare un progetto salvo poi scoprire cose che non fanno bene a Porto Tolle come il surriscaldamento della sacca del Canarin o la richiesta di specchi d’acqua di fonte al porto di pila; o ancora la colpa è di chi ha approvato un progetto senza ancora sapere da dove sarebbero passate le bettoline. Colpa di chi ha pensato che avere dipendenti Enel nei posti di maggior prestigio nella nostra amministrazione comunale avrebbe spianato la strada alla riconversione, salvo poi accorgersi del rovescio della medaglia, ossia che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di alzare la voce con chi gli paga lo stipendio…. Ma soprattutto la colpa è di chi non ha imposto ad Enel di pensare ad un piano B dato che il paino A sapevamo TUTTI non sarebbe mai andato in porto. Ma molti hanno scelto di fare il gioco delle scimmiette non vedo non sento non parlo. Sono questi i veri responsabili e andrebbero denunciati alla corte dei conti per danno erariale…è proprio vero quello che riporta la sentenza del 2006 di condanna ad enel quando parla di inquinamento politico da parte di Enel, quell’inquinamento che permette a politici navigati di fare errori colossali e che chiude gli occhi anche a uomini come te caro Emilio senza farti vedere quale sia la realtà: Qualche settimana fa l’amministratore delegato di Enel ha detto ai suoi azionisti di stare tranquilli che di energia non c’è n’è bisogno e che soldi per fare la centrale a porto tolle non ce ne sono….
Continuate pure a far finta di non vedere….fate pure la campagna elettorale contro il Parco, che avete plasmato a vostra immagine e somiglianza dopo averlo combattuto fin dall’inizio… ma quando c’è stato da prendersi la poltrona della vicepresidenza non ho visto nessuno  tirarsi indietro….
La nave è affondata compagno Oriboni….se l’orchestra vuol continuare a suonare faccia pure…ma senza stonare….

sabato 17 marzo 2012

Mainardi si è rasato i capelli....

Ebbenesì....mentre molti di voi leggendo i quotidiani han pensato che Mainardi avesse dato di matto per aver attaccato Enel e difeso il Parco; in realtà la questione assume contorni molto meno drammatici e legati a dettagli tecnico-naturali...
Giovedì sera infatti nel salone di parrucchieri Rudy, all'interno del Centro Commerciale il Porto si è consumato un dramma degno della trasmissione televisiva Tabatha mani di forbice...praticamente l'uomo di punta del PdL polesano doveva fare un ritocco di tinta ad un ciuffo di capelli bianchi, quando uno ragazzo che faceva lo stage pagato dalla provincia di Rovigo è inciampato su un cavo elettrico mentre reggeva un rasacapelli ed ha attentato al ciuffo del consigliere regionale....Già molti vociferano che dietro quello che sembra un incidente ci sia l'amministrazione provinciale di Rovigo che avrebbe corrotto lo stagista per decapitare l'avversario politico...mossa che per ora pare non essere riuscita....
E così la Caterina Caselli mora del Pdl, la Fantaghirò maschile di Adria, si è trovato ad avere la stessa capigliatura del collega/rivale Luca Bellotti
Cosa c'entra tutto questo vi starete chiedendo.....Bene, pochi di voi sanno che il soprannome del buon Mainardi, ai tempi delle medie era proprio Mauro Hulk...infatti mentre il supereroe dei fumetti quando tagliava i capelli perdeva la forza, il nostro consigliere regionale perde invece la memoria....
Quindi non dobbiamo attaccare il povero Mauro per il suo ennesimo cambio di casacca e per la sua incoerenza, sarebbe come sparare contro la croce rossa.

Peccato che questo incidente sia capitato il giorno in cui l’A.D. di Enel F.Conti diceva: “cari polesani, sino al 2016 soldi per la centrale di Porto Tolle non ce ne sono, poi si vedrà”. Il giorno dopo mentre il mondo politico e sociale polesano cercava di trovare la strategia migliore per rialzarsi dopo essersi reso zerbino di Enel di questi anni, Mainardi a capo rasato dichiarava “Me ne sono stato fuori perché non ho mai creduto che Enel potesse investire 2,5 miliardi di euro a Porto Tolle”. 
E ancora: “Finalmente abbiamo capito che Enel non ha in mente nessuna riconversione a breve termine e che in questi anni abbiamo assistito ad un grande bluff, architettato da chi aveva interesse ad alimentare false aspettative”, oltre a definirsi “sconcertato” dalla posizione dell’ente parco “pronto ad accettare una centrale nel cuore dell’area protetta”.
Il fatto è che con la caduta dei capelli, è venuta meno anche la consapevolezza che un consigliere regionale, nonché dirigente di uno dei due più grossi partiti del Polesine e d’Italia, non  dovrebbe “starne fuori”, ma parlare e dire la propria sempre, anche se è costretto a dare ragione alla Federazione della Sinistra che da almeno sette anni sostiene che Enel non era interessata all’investimento.
Non si ricorda nemmeno che il giorno in cui la regione ha modificato la legge del parco lui e la sua compagna Isi Coppola andavano per campi a raccogliere le patachine (erba culinaria) invece di prendere posizione al riguardo.....
Poretto ha scordato persino che il Presidente del Parco, che senza nemmeno interpellare il consiglioha dato parere favorevole al cambio della legge istitutiva per consentire ad Enel di avere la strada spianata per l’utilizzo del carbone, è un membro del suo partito, e che l’unica voce che lo ha contestato nel metodo e nel merito è stata quella di Angelo Motta, rappresentante della Federazione della Sinistra nel consiglio dell’Ente.
Ci sovviene persino un convegno a Cortina dove lei ha criticato il Parco tacciandolo per una sorta di proloco che va avanti come un carrozzone senza concludere niente....
Salvando quindi dalla graticola il povero Mauro Hulk, ci soffermiamo a fare qualche riflessione...
A parte il classico e doveroso “Vi era stato detto!”, che mai come in questa occasione possiamo vantarci di dire, dobbiamo evidenziare ancora una volta che il colpevole di questa situazione è solo ed esclusivamente Enel, che per anni ha preso in giro i polesani e che di fatto non ha mai avuto seriamente intenzione di riconvertire l’impianto. A cui si aggiungono quei politici low cost che hanno riempito di balle i polesani promettendo cose irrealizzabili per meri fini elettorali
Ora tutti diranno che si deve essere fermi e decisi nei confronti di Enel, e a questi diamo il benvenuto nel club....serviteci pure un martini...o meglio un campari
E' bene chiudere con un appello: sosteneteci nel chiedere a gran voce lo smantellamento dell’impianto. Noi lo facciamo da soli da diversi anni ormai. Si può e si deve pretenderlo da Enel, che ci ha già sfruttato e preso in giro abbastanza...

venerdì 16 marzo 2012

TRECENTA: Guglielmo Brusco convocato in commissariato

Il vicepresidente della Provincia nonchè candidato sindaco del centrosinistra a Trecenta si è visto convocare in caserma dai Carabinieri per aver affisso uno striscione sul recinto in muratura di casa propria. 
Da anni Brusco è impegnato nella lotta cittadina per salvare l'ospedale di Trecenta dalla chiusura voluta dalla regione veneto, e per protesta ha esposto un lenzuolo con scritto "cara regione il san luca non si tocca".
Stessa cosa ha fatto il comitato cittadino esponendo lenzuola di protesta in alcune zone della cittadina...peccato che all'improvviso siano state fatte sparire...Cosa diversa per quella di casa Brusco, per la quale si è reso necessario l'intervento dell'arma dei carabinieri che ha convocato l'esponente della fds comunicandogli che il lenzuolo (che dava sul marciapiede) era in contrasto con il codice della strada in quanto distraeva i cittadini alla guida e quindi andava rimosso. Qualora non si fosse provveduto celermente ci sarebbe stata una multa, nel caso in cui avesse dovuto provvedervi il comune occorreva pagare anche il disturbo...e se si andava avanti ancora per le lunghe scattava l'arresto e in caso di proteste anche la pena di morte....
Insomma una forma di protesta non gradita...qualcuno ha voluto ostacolare una legittima forma di dissenso pacifico, una tutela del territorio e della salute dell'Altopolesine...qualcuno che non ha ancora capito che se vuole chiudere il San Luca ha trovato un osso duro...
E quindi come si fa da piccolini in cui ci si sputa o ci si tira le orecchie.....ora siamo giunti ai dispetti....e si usano le forze dell'ordine per simili giochetti infantili...insomma roba da tocco-blu-non-gioco-più, chi-lo-dice-sa-di-esserlo, nessuno-vuole-giocare-con-me.....come da piccolini se ci sentivamo IMPOTENTI chiamavamo la mamma, a Trecenta si chiamano i Carabinieri...ma veniamo al nocciolo della discussione...lo striscione di Brusco, affisso sul muro di casa propria che da sul marciapiede in porfido disturba la guida.....embè certo...a guardare bene la foto disturba anche il pedone che voleva transitare per forza tra il cartello del divieto di sosta e la muretta.....
Ma allora vediamo altri esempi di striscioni che secondo questa teoria andavano rimossi:

- Comune di Pincara, protesta contro la discarica voluta dalla regione Veneto, decine di cartelli di protesta....risultato: la discarica non si è fatta;

- Comune di Porto Viro, Porto Tolle ecc.... sui cavalcavia striscioni della regione veneto contro l'abbandono dei rifiuti;

- Rotonda di Porto Tolle, striscione di sostegno al Delta 2000 da parte degli ultras

- Rotonda di Taglio di Po: striscione per anniversario AVIS esposto per circa un anno

- Bandiere della Pace esposte da centinaia di famiglie

- Comune di Loreo: striscione contro il terminal gasiero degli anni scorsi

- Cartelloni elettorali, pubblicitari, spazi comunali delle comunicazioni in molti paesi affissi sulle mura di recinzione degli edifici, che danno sui marciapiedi e sulle strade

- cavalcavia di Adria: "domenica i negozi del corso sono aperti"

- Festa dell'Unità di crespino: cartelli del tombolone da 100.000 euro affissi in ogni dove

- Fiere e Sagre Paesane: cartelli e striscioni affissi nei cavalcavia e nelle rotonde

- Comune di Ceregnano, proteste dei lavoratori Grimeca

- Comune di Adria, striscione in memoria di un ragazzo morto in un incidente stradale

- Andiamo più in grande: "Ridateci Denise Pipitone", "Liberate Rossella Urru" vi dicono niente? Mai visti ai TG?

Insomma ci sarebbero centinaia di esempi di cartelli o striscioni esposti in giro per l'italia.....che una persona a Trecenta non sia più libera di esporre un lenzuolo a difesa del proprio ospedale senza invadere la strada deve fare rabbrividire tutti quanti...
Intanto Guglielmo Brusco, dal carcere di Regina Coeli ci fa sapere di aver dato mandato ai propri avvocati di far rimuovere lo striscione.... e Antonio Laruccia sindaco di Trecenta è stato visto in un duello pubblico mentre litigava col suo amico immaginario perchè gli aveva rubato l'orsacchiotto e mangiato l'ultima caramella....
Intanto qualche potente lobbista e qualche politico dei livelli alti gongola...e gongola.....e gongola.......e gongola